Era il 1968 quando questa signora italiana decise di trasferirsi in Germania per tentare la fortuna. Come tanti italiani, le sue condizioni di vita in patria erano precarie, non vi era alcuna speranza di trovare lavoro e costruirsi un futuro e una famiglia. Ecco, allora, la scelta sofferta di fare le valigie e partire.
In Germania trascorse solo 8 mesi, durante i quali svolse il mestiere di operaia. Un tempo sufficiente per trovare anche l’amore di un uomo tedesco con il quale mette su famiglia e si sposa. Da allora non lavorerà più in Germania, ma non per questo il servizio prestato in quei mesi è stato dimenticato.
A distanza di oltre 40 anni da quella breve ma intensa esperienza all’estero, la donna riceve inaspettatamente una lettera proveniente da Monaco di Baviera: “Egregia signora, le comunichiamo che avendo lei compiuto determinati anni di età ha diritto a ricevere il trattamento pensionistico relativo al periodo di lavoro prestato in Germania nel 1968“.
All’inizio pensa quasi si trattasse di uno scherzo, ma poco dopo realizza che è proprio tutto vero. A quel punto questa donna italiana davvero fatica a trattenere le lacrime di gioia e lo stupore per questa incredibile ed inattesa sorpresa. D’ora in poi riceverà una pensione dal governo tedesco, una piccola somma, pari a circa 45 euro, a riconoscimento del lavoro prestato in quegli 8 mesi.
Quando la donna si rivolge con stupore al marito tedesco, chiedendogli come fosse possibile tutto questo, l’uomo senza esitare le risponde: “Normale, certo. Normale nel Nord Europa dove alle leggi corrispondono atti conseguenti, dove il cittadino paga le tasse e in cambio riceve servizi”.