"L’avete voluto voi". L’annuncio choc poco fa della Russia contro l’Europa (2 / 2)

La questione non poteva che approdare in tribunale. Dopo la decisione dell’Unione europea di procedere con il congelamento permanente dei beni russi, l’esito legale appariva ormai inevitabile. Mosca ha infatti annunciato di aver avviato un’azione formale attraverso il tribunale arbitrale per ottenere un risarcimento dei danni subiti a causa del blocco degli asset russi presenti nei Paesi Ue, aprendo così un nuovo e delicato fronte nello scontro con Bruxelles.

La conferma arriva direttamente dal direttore del dipartimento per le questioni europee del ministero degli Esteri russo, Vladislav Maslennikov. Il funzionario ha spiegato che nel dicembre 2025 la Banca di Russia ha presentato una richiesta ufficiale al tribunale arbitrale della città di Mosca, chiedendo il risarcimento per l’impossibilità di disporre dei fondi appartenenti allo Stato russo, bloccati all’estero in seguito alle sanzioni europee.

Secondo Maslennikov, l’iniziativa giudiziaria rappresenta solo uno dei passi intrapresi da Mosca per tutelare i propri interessi. Il Cremlino, ha assicurato, continuerà ad agire anche attraverso il ministero degli Esteri per ottenere la restituzione di quelli che vengono definiti “beni illegalmente detenuti” all’interno dell’Unione europea, rivendicando il diritto di piena disponibilità sulle proprie riserve sovrane.

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Nel mirino delle autorità russe c’è soprattutto la legittimità delle misure adottate dall’Ue. Bloccando le riserve statali e gli asset degli investitori privati della Federazione Russa, Bruxelles avrebbe violato — secondo Mosca — le norme del diritto internazionale, compromettendo la propria credibilità sul piano globale. Un comportamento che, sempre secondo il Cremlino, dimostrerebbe come l’Unione europea non possa più essere considerata un partner affidabile.

Lo scontro tra Russia e Ue si sposta così anche sul terreno legale, aggiungendo un nuovo elemento di tensione a un quadro già fortemente deteriorato. Maslennikov ha concluso con toni duri, affermando che qualsiasi azione ritenuta illegale nei confronti dei beni russi equivale a un furto, al quale la Russia reagirà in modo adeguato.