E’ passato esattamente un mese da quell’11 novembre, giorno in cui si persero per sempre le tracce della povera Giulia. Papà Gino ricorda ancora con strazio quell’angoscia mista al drammatico presentimento che fosse successo qualcosa di molto grave alla figlia 22enne.
Così fu, perchè dopo una settimana il corpo senza vita della giovane, dilaniato da numerose coltellate, fu rinvenuto ai piedi del lago di Barcis. “Io sono qui stasera perché mi trovo mio malgrado a combattere una battaglia della quale non ero a conoscenza prima. Prima quando leggevo di un femminicidio ero dispiaciuto per la vittima, per i familiari, ma poi giravo pagina come penso facciano la maggioranza delle persone“- esordisce Gino Cecchettin ai microfoni di Fazio, riprendendo un tema ormai al centro del dibattito in Italia in queste settimane.
Poi un’ampia parentesi al problema del patriarcato e del modo errato degli uomini di intendere il rapporto con le proprie compagne: “E’ un problema molto serio e va affrontato nella maniera più drastica. Patriarcato significa che c’è un concetto di possesso. La donna vista come proprietà . Utilizziamo al giorno d’oggi ancora espressioni come “La mia donna”, ma non lo è, anche nel quotidiano dobbiamo iniziare a cambiare”.
Per Gino Cecchettin sono questi i retaggi e le convinzioni del passato da eliminare se si vuole debellare la piaga del femminicidio. Solo quando si riuscirĂ a cambiare questo credo profondo, questi schemi mentali e delle relazioni frutto di un passato patriarcale, allora non si verificheranno piĂą episodi del genere.
Infine Cecchettin lancia un appello agli uomini che stanno guardando la trasmissione: “Vorrei dire una cosa ai maschi, in questo momento vorrei invitarvi a dire “Ti amo” alle compagne e alle moglie, ditelo spesso. Fatelo in questo momento”.