Lapide Tommaso Onofri, il particolare che in pochi hanno notato (2 / 2)

Non è la prima segnalazione e proprio questa ripetizione rende la vicenda ancora più amara. Nel luogo alla periferia di Parma dove il 2 marzo 2006 perse la vita il piccolo Tommaso Onofri, la lapide commemorativa continua a essere deturpata e l’area circostante trasformata in un punto di abbandono di rifiuti. Un contesto già fragile, complice il passaggio costante di persone e la scarsa sorveglianza.

La zona di Traglione, a nord-est della città e non lontano da Autostrada del Sole, è diventata nel tempo un’area esposta al degrado. Proprio qui, in una notte drammatica, si consumò la vicenda legata a Mario Alessi. Il ricordo è ancora vivo nella comunità, ma lo spazio dedicato alla memoria appare spesso lasciato senza adeguata tutela.

A farsi carico della cura del luogo è soprattutto la madre del bambino, Paola Pellinghelli Onofri, che periodicamente interviene per ripristinare il decoro. Anche di recente ha raccolto diversi sacchi di materiali abbandonati, con l’aiuto di conoscenti e vicini. Un impegno costante che si rinnova ogni anno, nonostante i cartelli di divieto e le richieste di maggiore attenzione.

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Secondo quanto riferito, l’area risente di criticità note, già segnalate in passato alle istituzioni locali. Dal Comune, guidato all’epoca da Federico Pizzarotti, è arrivata la consapevolezza del problema, definito come una delle situazioni più complesse da gestire sul territorio. Il portavoce Marcello Frigeri ha ricordato come interventi di pulizia vengano programmati periodicamente.

Nel frattempo, l’iniziativa privata continua a supplire alle difficoltà organizzative, mentre si avvicinano le ricorrenze commemorative. La comunità locale chiede soluzioni strutturali per restituire dignità a un luogo che rappresenta un simbolo di memoria collettiva, collegato anche al territorio vicino al corso del Enza River e alla frazione di Casalbaroncolo.