
Corinne Clery ha scelto il palcoscenico di Verissimo per raccontare quello che sta vivendo e che la vede contrapposta non ad una persona qualsiasi ma a colui a cui ha donato la vita.
Parliamo di suo figlio, Alexandre Wayaffe. Davanti a Silvia Toffanin, l’attrice ha descritto una situazione in cui si sente vittima di una manipolazione economica iniziata dopo avergli intestato tutte le sue proprietà, con il rischio concreto di essere cacciata dalla propria abitazione. Queste le sue parole: “mio figlio mi ha tradito e manipolato per soldi, ho intestato tutto a mio figlio e ora lui vuole cacciarmi di casa”.
Nonostante il dolore per il legame interrotto, la Clery ha mostrato una determinazione ferrea, dichiarando di non provare vergogna per ciò che sta accadendo. Lo scontro è ormai approdato in tribunale e l’attrice ha confermato che il prossimo passo sarà un processo dove, con ogni probabilità, dovrà incontrare il figlio proprio in aula per difendere i suoi diritti.

L’attrice ha spiegato di essere stata ingannata da colui che considerava il suo unico punto di riferimento, sottolineando come l’intera vicenda sia legata a fini puramente monetari. Quello che doveva essere un passaggio generazionale sereno si è trasformato in una questione legale per il possesso della casa in cui vive, un epilogo amaro che ha distrutto anni di convivenza. Negli studi di Canale 5, il racconto ha toccato i punti più bassi di questa crisi familiare, rivelando come il figlio abbia tentato di esercitare un controllo totale sulla vita della madre.
La Clery ha ribadito di non avere paura del confronto giudiziario, vedendo nel tribunale l’unico luogo possibile per ottenere giustizia dopo il tradimento subito. La vicenda resta ora sospesa in attesa della sentenza, con un’opinione pubblica divisa tra lo stupore per la freddezza della dinamica e la solidarietà verso una madre che chiede solo di poter restare nella propria casa. Il legame tra madre e figlio sembra ormai irrimediabilmente compromesso, sacrificato sull’altare di un interesse economico che ha vinto sull’affetto.