
Mina, al secolo Anna Maria Mazzini, resta una delle voci più iconiche della musica italiana. Nata a Busto Arsizio il 25 marzo 1940 e soprannominata la «Tigre di Cremona», ha iniziato la carriera alla fine degli anni Cinquanta e da allora ha inciso più di 1.500 brani, attraversando generi e stili diversi, dalla canzone napoletana al jazz, dal pop alla musica classica. Le sue interpretazioni, da Tintarella di luna a Parole, parole, parole e Grande grande grande, continuano a risuonare nel tempo, scolpendosi nell’immaginario collettivo.
Nonostante il successo planetario, Mina ha scelto da quasi mezzo secolo di sottrarsi al pubblico. Dal 1978 non appare più in concerti dal vivo, ritirandosi dopo l’ultimo spettacolo al teatro tenda Bussoladomani di Lido di Camaiore, e mantenendo una presenza mediatica limitata, perlopiù attraverso la musica.
Un messaggio semplice e al tempo stesso intenso ha celebrato l’86esimo compleanno di Mina: a condividerlo è stata la figlia Benedetta Mazzini, con un post su Instagram dedicato alla madre. «Buon compleanno all’essere alieno più umano che conosca. Buon compleanno, madre adorata», ha scritto, rendendo pubblica una testimonianza di affetto privata che ha immediatamente conquistato i fan e i media.

Il suo talento non si limita alla musica. Mina ha segnato anche la storia della televisione italiana, con partecipazioni memorabili a programmi come Canzonissima, Teatro 10, Senza Rete e Milleluci, spesso affiancata a grandi protagonisti del panorama artistico come Raffaella Carrà, Giorgio Gaber e Lucio Battisti. Sketch come quello con Alberto Sordi a Studio Uno rimangono icone indelebili.
Oltre al talento artistico, Mina è anche una donna ironica e autonoma, come ha ricordato il figlio Massimiliano Pani: «Quando si vede in tv, si annoia e cambia canale. Ha abbandonato il suo personaggio perché sta benissimo con se stessa e fa quello che la diverte». In occasione del compleanno, la vicinanza della figlia Benedetta ha ricordato al pubblico non solo la leggenda della cantante, ma anche l’aspetto umano e affettuoso di una donna che ha fatto della musica una forma di libertà e di espressione senza compromessi.