L’annuncio improvviso della figlia: "Il grande Lino Banfi…" (2 / 2)

Il protagonista di questo toccante spaccato di vita è Lino Banfi, il “nonno d’Italia”, che ha recentemente aperto il suo cuore riguardo alle difficoltà legate all’uso della sedia a rotelle. L’attore, oggi 88enne, ha ammesso senza filtri di aver provato un forte senso di vergogna nel mostrarsi in pubblico in questa condizione.

A causare questa limitazione motoria non è stata una malattia degenerativa, bensì una caduta accidentale avvenuta in estate, che ha provocato un danneggiamento del menisco. Nonostante le sedute di fisioterapia e i tentativi di recupero, Banfi si trova ancora costretto a utilizzare il supporto per i lunghi spostamenti, una situazione che lo ha spinto inizialmente a rifiutare inviti e apparizioni.Il momento della svolta è arrivato grazie alla sua famiglia, in particolare alla figlia Rosanna, che lo ha spronato a non nascondersi.

”Sei in incognito? ti vergogni a farti vedere che vai sulla sedia perché sei pigro? ” , ha chiesto Rosanna al padre , che  le ha risposto:  ”Si sulla sedia sì, dovrei fare un salto, ma…”. ”Sei pigro”-  e ancora:  ”stai bene, ma sei pigro”.

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Banfi ha ricordato come la sua percezione sia cambiata osservando la normalità con cui persone in condizioni ben più gravi affrontano la vita, arrivando a definire la sua riluttanza come una sorta di “peccato” nei confronti di chi sta male davvero davvero. Oggi, il celebre interprete di Libero Martini ha deciso di trasformare la sua esperienza in un messaggio di consapevolezza. Pur ammettendo che la sedia a rotelle lo faccia sentire “vecchio e brutto”, ha scelto di non farsi più fermare dal giudizio estetico, tornando a mostrarsi anche in televisione per raccontare la sua nuova quotidianità.

Le sue parole, rilasciate durante un’intervista a Verissimo, hanno colpito il pubblico per l’estrema onestà: Banfi ha spiegato che la sua non è una mancanza di coraggio, ma un conflitto con l’immagine di vitalità che ha sempre proiettato. Questa risoluzione segna un nuovo capitolo per l’artista, che continua a essere un punto di riferimento per intere generazioni, dimostrando che la vera forza risiede nell’accettazione della fragilità.