
Il delitto di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco,è uno dei casi più discussi degli ultimi decenni in Italia. Per questo delitto è stato condannato in via definitiva il fidanzato della vittima, Alberto Stasi, a 16 anni di penitenziario.
Eppure, negli ultimi anni, nuove indagini hanno riaperto scenari che sembravano chiusi. In particolare, gli accertamenti genetici hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, già comparso in passato nelle indagini .Uno degli elementi più discussi riguarda il DNA trovato sotto le unghie di Chiara Poggi, che secondo alcune analisi sarebbe compatibile con Sempio e non con Stasi. Questo dettaglio ha rappresentato uno dei punti chiave per riaprire il caso e rimettere in discussione alcune certezze investigative.
La Procura di Pavia , nelle prossime settimane, si prepara a chiudere la nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, ragion per cui le carte degli investigatori che, finora, sono rimaste riservate, verranno tirate fuori e , di sicuro, le sorprese non mancheranno. Il nuovo filone investigativo sembra ridimensionare il ruolo di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione.

Sulla base di ciò che il Corriere ha scritto, non sarebbero emersi elementi che lo collochino sulla scena del delitto, mentre altri riscontri entrerebbero in contrasto con quanto stabilito nelle sentenze di condanna. Questo fa parlare sempre più di revisione , in tal senso, acquista importanza l’incontro istituzionale tra il procuratore di Pavia Fabio Napoleone e la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni. La Procura pavese avrebbe chiesto un confronto urgente con la Procura generale milanese, in modo da valutare due ipotesi: discutere la chiusura dell’indagine riaperta a inizio 2025 oppure affrontare il tema della revisione del processo Stasi. La seconda ipotesi, quella della revisione, è molto complessa in quanto la Cassazione ha condannato Stasi in via definitiva, stabilendo che il delitto lo ha commesso lui, rendendo impossibile escludere Stasi dalla scena del crimin* senza un procedimento formale di revisione. L’iter richiederebbe il parere della Procura generale di Milano e la decisione finale della Corte d’Appello di Brescia.
Il caso Garlasco sta entrando nella sua fase decisiva. Tra possibile rinvio a giudizio per Sempio e ipotesi di revisione per Stasi, la verità giudiziaria su uno dei delitti più discussi degli ultimi decenni potrebbe essere nuovamente rimessa in discussione.