La Colò sin da quando si è diffusa la notizia del possibile abbattimento dell’orsa è intervenuta sulla vicenda, affermando che ucciderla sarebbe stato praticamente inutile. Tra l’altro è bene ricordare che la stessa conduttrice ha osservato personalmente gli orsi sia in Trentino, ma anche in Abruzzo, Slovenia e perfino Alaska.
Il runner Papi, quando è stata aggredito dall’animale, stava percorrendo una curva cieca e si è trovato improvvisamente davanti l’orsa, la quale ha quindi reagito provocando ferite mortali allo sfortunato runner. I famigliari, distrutti dal dolore, stanno cercando di fare causa allo Stato e alla Provincia Autonoma di Trento.
Nella zona, infatti, nel corso degli anni vi è stato un ripopolamento di orsi, introdotti dagli esseri umani, come fa presente la stessa Licia Colò. “La gente non voleva questo ripopolamento di orsi e le istituzioni non hanno mai fatto alcuna politica di informazione sui comportamenti da adottare a contatto con gli animali” – questo il pensiero della conduttrice, che ha raccontato a Metropolis la sua esperienza con gli orsi.
La conduttrice ha ricordato ai conduttori di Metropolis come in Slovenia, ad esempio, ma anche in Nord America, ci siano delle precise regole quando si entra in un territorio popolato dagli orsi, come ad esempio non farsi trovare nei boschi al tramonto, non correre e camminare possibilmente in gruppo.
Regole che, secondo la Colò, sarebbero mancate in Trentino allorquando gli orsi sono stati reintrodotti. Secondo Licia adesso, dopo l’aggressione, sarebbe quindi inutile uccidere JJ4. “Per JJ4 è finita, verrà uccisa per vendetta, ma nemmeno i genitori della vittima la vogliono morta” – questo poi il triste pensiero della conduttrice, che si augura comunque che l’orsa non venga uccisa.