La neoplasia al colon-retto registra, ogni anno, quasi 49mila nuovi casi, provocando circa 20mila decessi annui. Sebbene sia in calo il numero di pazienti oncologici che perdono la vita, i casi sono in aumento e colpiscono anche chi ha meno di 50 anni, cosa che porta gli studiosi a continue ricerche, in modo da metterci in guardia, senza destare inutili allarmismi, ma solo esaminando gli ultimissimi dati.
Gli esperti hanno evidenziato che quasi il 90% dei carcinomi del colon-retto si sviluppa a partire da adenomi che impiegano circa dieci anni per trasformarsi in forme maligne, ragion per cui è opportuno sottoporsi alo screening, con il test per la ricerca di tracce ematiche occulte nelle feci, che consente di fare una diagnosi precoce, eliminando i polipi intestinali prima che evolvano in un brutto male.
La neoplasia del colon retto si manifesta con sintomi che potrebbero essere presi sottogamba, come diarrea frequente e perdurante, perdite ematiche, dolori addominali continui e duraturi. Non bisogna mai sottovalutare questi campanelli d’allarme, ricorrendo ad uno specialista per la diagnosi differenziale.
Se si vuole evitare una neoplasia al colon retto è indispensabile prestate attenzione all’alimentazione, evitando la dieta povera di fibre e l’ eccessivo consumo di grassi animali e carni rosse, l’ assunzione di cibi processati (insaccati). Da evitare, inoltre, sovrappeso/obesità, fumo, alcol e scarsa attività fisica. Tra i fattori di rischio, le patologie infiammatorie croniche dell’intestino, colite ulcerosa e morbo di Crohn.
Le statistiche attuali ci fanno tirare un sospiro di sollievo, in quanto il 65% dei pazienti con neoplasia del colon retto è vivo cinque anni dopo la diagnosi .Oltre all’intervento chirurgico, oggigiorno esistono diverse terapie, tra cui chemio, radioterapia, farmaci a bersaglio molecolare o target therapy, che servono a contrastare questo brutto male.