Gli inquirenti hanno ritrovato un profilo genetico completo di Dna nucleare, etichettato come “Y947“, comprendente i codici genetici di entrambi i genitori. Questo Dna rinvenuto tramite tampone orale, sarà ora confrontato con quello di decine di persone, per cercare di dare un nome a “Ignoto 3”, che potrebbe essere un complice.
A condurre le indagini è stata la genetista Denise Albani, nominata dal gip di Pavia, nell’ambito delle indagini sul delitto di Garlasco, ed è venuto fuori che, dei 5 campioni biologici prelevati con una garza nella bocca di Chiara, mai analizzati e riemersi ora, tre sono illeggibili, uno appartiene all’ assistente del medico legale che effettuò l’autopsia, mentre il quinto appartiene ad un uomo sconosciuto.
Il dna di Ignoto 3, trovato nella bocca di Chiara Poggi, sarà confrontato con 30 persone con l’obiettivo di dare un nome e un volto a “Ignoto 3”. Si tratta di un uomo diverso da Alberto Stasi, condannato per il delitto di Chiara Poggi, e diverso da Andrea Sempio, al centro delle nuove indagini su Garlasco, che potrebbe aver avuto un ruolo nel delitto.
Al momento, però, questo va precisato, parlare di una svolta nelle indagini sarebbe azzardato in quanto quel Dna potrebbe appartenere a qualcuno che all’epoca avrebbe potuto aver contatti con il corpo della povera Chiara o con i campioni prelevati. I carabinieri e la Procura di Pavia stanno cercando Ignoto 3 tra gli amici e gli ex compagni di scuola, chiedendo l’acquisizione dei registri dell’Ipsia Carlo Calvi di Sannazzaro de’ Burgondi, frequentato, all’epoca dei fatti, da Andrea Sempio e da Marco Poggi.
C’è però una seconda ipotesi, che è quella della contaminazione, secondo la quale il Dna di “Ignoto 3” potrebbe appartenere a qualcuno che è entrato in contatto col corpo di Chiara dopo il delitto o durante le indagini. Alla luce di questo, il Dna verrà confrontato con investigatori, soccorritori, personale delle pompe funebri, tecnici e carabinieri del Ris che si sono occupati della salma della 26enne.