
Non si tratta di eutanasia, ma di fermare “l’accanimento terapeutico”. Ad annunciarlo il legale della famiglia del piccolo, in diretta tv, ieri sera, confermandolo poi stamane in una nota: “Abbiamo preso questa decisione – ha spiegato – dopo essere stati del medico legale che ha visionato la documentazione e ha detto che la cosa più umana da fare è ora chiedere questa procedura”.
Il dolore prende così definitivamente il posto della speranza. Ed è un d*lore carico di dignità quello della mamma del piccolo Domenico, che dal 23 dicembre scorso ha c*mbattuto con lui. “Non voglio soldi – ha detto in tv a chi gliene offriva – se volete dateli all’Aido (Associazione donatori d’organo)”.
Aggiunge solo una cosa mamma Patrizia, guardando la telecamera con gli occhi vuoti: “Mi auguro che la vicenda di mio figlio non sia dimenticata. Che la storia del mio bambino diventi un esempio, che possa aiutare altri bambini a trovare risposte efficaci. Gli altri miei due figli chiedono del fratellino, che non potrà tornare a casa. Adesso devo stare accanto a loro”. Poi cala il silenzio, un silenzio carico di significati.

E la zia sui social ha scritto parole commoventi in questi giorni ricordando il piccolo Domenico, per cui purtroppo non ci sarebbe ormai più nulla da fare. “Tu sei il monello quanti guai cmbinavi mi bastava che mi guardavi e mi abbracciavi che tutto passava” – scrive la donna sui social pubblicando un video. “Gesù e grande e ti farà tornare a casa più forte di prima” – scriveva sempre la zia qualche giorno addietro.
Mentre il piccolo Domenico viene “accompagnato” dalla terapia del dolore, si avvicina il tempo della giustizia. Oggi in procura ascoltati alcuni testimoni.Due in particolare i punti cruciali su cui gli inquirenti sono chiamati a fare chiarezza ai fini dell’individuazione delle responsabilità. Due, come noto, i filoni d’inchiesta ed è attesa per oggi l’iscrizione di nuovi nomi, altoatesini, nel registro degli indagati.