Non si può nascondere come questo noto personaggio televisivo abbia fatto ricorso alla propria ambiguità sessuale durante l’arco di tutta la sua carriera. All’anagrafe Roberto Coatti, ma meglio noto come Eva Robin’s, è stato un volto noto degli anni 80′ e 90′, tra i primi a sdoganare questioni oggi molto dibattute come la fluidità di genere.
Ma ai microfoni del Corriere della Sera ci tiene a precisare come il concetto di ‘fluidità’ non le appartenga affatto: “Sono più solida che fluida, l’ambiguità non mi appartiene, ho sempre parlato del mio pene in modo disinvolto: ci tengo a ricordare che, sotto l’apparenza femminile, c’è”.
A colpire è stata però soprattutto una confessione molto toccante sulla prima esperienza intima: “Il primo approccio precoce: io undici anni, lui forse 50 o 40. Era un archeologo. Oggi lo definisco pedofilo, allora, non lo vissi come un trauma“. Era praticamente solo una bambina quando fu avvicinata da quest’uomo molto più grande di lei, che di fatto si approfittò.
Per fortuna la nota attrice ha precisato di aver vissuto quella esperienza come un fatto traumatico, ma solo di un’esperienza che ricorda quasi con distacco. Sorprendente anche l’ammissione della Robin’s relativamente alla ‘casualità’ della sua transizione avvenuta a suo dire praticamente per errore: “Mi sono approcciata ai farmaci incautamente, pensando fosse un gioco, non immaginavo che mi avrebbero portato a una condizione quasi femminile. Mi dava gli ormoni un infermiere vicino di casa, io volevo solo somigliare a Tadzio di morte a Venezia, a Björn Andrésen”.
Tra gli amanti più celebri che ha avuto è spesso menzionato un noto politico, di cui preferisce però non fare nome, il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi e l’attore Paolo Villaggio.