La tremenda notizia per chi ha una casa (2 / 2)

Il costo del denaro ha subito l’ennesimo rialzo. Questo, in parole più semplici, equivale a ulteriori innalzamenti dei tassi d’interesse su tutti i tipi di finanziamento. Come riportato su ilsole24ore.com, sempre attento alle tematiche finanziarie, la Fabi (Federazione autonoma bancari italiani)   ha fatto il punto della situazione in Italia che, ad oggi, sul fronte immobiliare, è decisamente complessa.

In Italia, le famiglie indebitate sono 6,8 milioni, pari a circa il 25% del totale: di queste, 3 milioni e mezzo hanno un mutuo per l’acquisto di una casa. Nel corso dell’anno precedente, i tassi di interesse sui prestiti erano già di per sè aumentati ma ora che il costo del denaro è di nuovo aumentato al 3,75%, sono inevitabili nuovi incrementi.

Veniamo al punto cruciale. Parliamo dei nuovi mutui. La federazione autonoma bancari italiani, come riportato da ilsole24ore.com, ha dichiarato che le rate di quelli a tasso fisso sono destinate a raddoppiare, mentre per quelli a tasso variabile il rimborso mensile dovrebbe salire del 50-60%. Questo cosa significa per chi non è addentro a questa tematica e vorrebbe capirci qualcosa in più? Che per un mutuo a tasso fisso da 200.000 euro di 25 anni (il tasso medio applicato dalle banche potrebbe essere nettamente superiore al 5%), la rata mensile sarà di 1.218 euro; per un prestito da 100.000 euro, sempre di 25 anni, col tasso al 5,1%, la rata mensile sarà, invece, di 597 euro.

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Per i vecchi mutui, non ci sarà nessuna differenza per quelli a tasso fisso, mentre le rate di quelli a tasso variabile hanno subito aumenti fino al 65%. L’ulteriore aumento del costo del denaro da parte della Banca centrale europea ha altre pesanti conseguenze, illustrate da Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi.

Sileoni ha dichiarato: come questo ulteriore aumento “rappresenta un altro pesantissimo macigno sui prestiti bancari e sull’intera economia italiana. I rischi sono due: un rallentamento molto forte del mercato immobiliare e dell’edilizia e una riduzione molto evidente degli investimenti delle imprese, che frenerà l’occupazione. Come un film già visto, alla decisione della Federal reserve americana, è seguita la decisione fotocopia della Banca centrale europea”. Ancora notizie che non avremmo mai voluto sentire in un clima già di per sé complesso, con i conti degli italiani sempre più depauperati e i già troppi problemi gestionali per arrivare a fine mese.