La terapia ayurvedica, cos’è e quali benefici apporta a corpo e mente

L'ayurveda è una pratica antichissima che nasce in India. Ayurveda significa "scienza della vita" e si avvale del massaggio tradizionale, ossia l'Abyangam, per restare in buona salute e ritrovare l'equilibrio fisico e mentale.

La terapia ayurvedica, cos’è e quali benefici apporta a corpo e mente

Gli antichi medici indiani avevano eletto il massaggio chiamato Abyangam come metodo terapeutico per ogni dolore e per riportare armonia e benessere al corpo e alla mente. Si tratta di un’esperienza sensoriale completa: si comincia dalla testa arrivando fino ai piedi, con l’utilizzo di un olio tiepido che, sfiorando dolcemente la pelle, con tocchi precisi, più o meno intensi, fatti in corrispondenza dei chakra (i centri energetici del corpo), riesce ad entrare in contatto con il nostro “io” profondo regalandoci un momento di rilassamento autentico, lontano dallo stress di tutti giorni.

Il massaggio è inoltre in grado di stimolare il sistema linfatico, favorendo l‘espulsione delle tossine e una depurazione profonda: il flusso sanguigno migliora, i tessuti vengono irrorati ed ossigenati e i muscoli si rassodano. Grazie all’impiego di oli mirati ad azione idratante e protettiva e perfetta per la salute della pelle, se praticato a fine giornata favorisce il rilassamento e allenta le tensioni.

Secondo l’Ayurveda, l’essenza individuale e la possibilità di stare in equilibrio sono associate ai cinque elementi naturali e ai tre “Dosha“, ossia forze energetiche o umori corporei:

  • Vata, movimento (aria-spazio)
  • Pitta, trasformazione (fuoco-acqua)
  • Kapha, stabilizzazione (terra-acqua)

Quando queste energie sono bilanciate stiamo bene, sia fisicamente che psicologicamente. Se invece si manifesta uno sbilanciamento, la nostra salute è a rischio. 
Anche le stagioni possono influenzare: ad esempio il clima ventoso e freddo aumenta il Vata, il caldo aumenta il Pitta e l’umidità aggrava sul Kapha. Questi squilibri si manifestano nella fisiologia in modo diverso:

  • troppa aria nella digestione o troppo movimento nella mente sono un eccesso di Vata;
  • le irritazioni cutanee o irritabilità sono uno squilibrio di tipo Pitta;
  • i capelli unti o l’apatia sono esempi di uno squilibrio di Kapha.

 Il movimento e l’olio da utilizzare per il massaggio dipendono dal Dosha ed è importante capire cosa comporta:

Vata

Questo dosha tende a dare secchezza alla pelle ma anche all’interno, causando disturbi a livello nervoso, di ossa, ansia, stitichezza e facilità ad ammalarsi. Gli oli ideali da utilizzare per il massaggio sono l’olio caldo di sesamo o di germe di grano, che nutrono e distendono i nervi ed è possibile arricchirli con olio essenziale di cannella o sandalo (poche gocce),
Il massaggio da praticare per Vata è lo strofinamento, che conduce calore e favorisce la calma e il benessere generale.

Pitta

Lo squilibrio interessa il calore del corpo, produce rush cutanei, ulcere, infezioni, disturbi della vista e sistema cardiocircolatorio e a livello mentale, ira, collera, rabbia. 
L’olio da utilizzare è l’olio di cocco, rinfrescante da emulsionare in modo leggero e dolce sulla pelle di tutto il corpo.
Il massaggio si esegue con movimenti lenti, avvolgenti e di sfioramento per calmare lo stato agitato e arrossato, una specie di massaggio infantile, con pressioni delicate in particolare verso mani e piedi.

Kapha

Se sbilanciato, questo Dasha provoca danni quali ritenzione idrica, sinusite, aumento di muco, svogliatezza mentale.
L’olio perfetto è quello di mandorle dolci o di senape con poche gocce di olio essenziale di salvia o di ginepro.
Il massaggio è di impastamento mirato, che scioglie i depositi di grasso e le contrazioni che provocano irrigidimento.

 

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