La cerchia dei seguaci di Gisella Cardia si è ridotta di molto rispetto alla folla oceanica che si presentava ogni mese a Trevignano da tutta Italia. Nell’appuntamento di ieri, domenica 3 dicembre, si sono presentati al cospetto della veggente poco meno di un centinaio di persone, un nucleo di fedelissimi che pende ancora dalle labbra di questo personaggio a dir poco controverso.
La presunta veggente era salita alla ribalta solo nei mesi scorsi, visto il grande clamore suscitato dall’incredibile successo di pubblico che era riuscita a costruirsi a Trevignano. Un castello di cartapesta che è iniziato a crollare nei mesi scorsi, quando la Cardia è stata messa sotto torchio dai media e da un’opinione pubblica sempre più scettica.
Ad ogni modo la sua attività di veggente affonda le radici negli anni addietro, dove si era spesa con profezie di dubbia attendibilità e, infatti, poi quasi mai verificatesi. Tra le più gettonate ve ne fu una particolarmente clamorosa nel 2021, dove annunciò catastrofi inenarrabili.
“Ora vedrete ciò che non avrei mai voluto che i vostri occhi vedessero: terremoti molto forti e ogni sorta di calamità come tempeste, tempeste, maremoti , perché non avete ascoltato le mie parole”, affermava la sensitiva, annunciando catastrofi di ogni tipo praticamente ovunque e, persino, a Roma.
“Ci sarà un forte terremoto- preannunciava Gisella Cardia– e l’altare della Patria sarà il primo ad essere distrutto”. Ancora una volta si rivelò l’ennesimo buco nell’acqua, visto e considerato che Roma è ancora per fortuna totalmente intatta. A ciò si deve aggiungere che quando scoppiò il conflitto russo-ucraino, la veggente ne profetizzò l’estensione sino all’Europa e, ancora una volta, a Roma. Finchè la Cardia continuerà con le sue profezie, i romani possono stare tranquilli.