Gli esperti si aspettavano che la variante Ninbus, prima o poi venisse isolata in Italia, e così è stato, quindi non sono più di tanto stupiti, mentre intanto prosegue la sorveglianza. Solo così si vedrà se diventerà la subvariante predominante, superando il 50%, oppure se, nella competizione che ha con le altre subvarianti, rimarrà rappresentata, ma cosa ne pensa Pregliasco in merito?
Il famosissimo virologo Fabrizio, ai microfoni elll’Adnkronos Salute, commentando il primo caso di variante Nimbus (NB.1.8.1) in Italia, registrato all’ospedale policlinico San Martino di Genova, oltre al decesso di un individuo legato a una forma gravissima di polmonite da Covid, variante LP.8.1, ha detto che queste due notizie si inseriscono in un quadro internazionale in cui l’Organizzazione mondiale della sanità rileva «un aumento dell’attività globale di Sars-CoV-2 da metà febbraio 2025, con un tasso di positività ai test che ha raggiunto l’11%: livelli che non si osservavano da luglio 2024».
Pregliasco ha aggiunto: «È un destino: Covid rimarrà con noi», con il suo classico «andamento ciclico che potrebbe ancora dare, perché ancora li dà, giorno per giorno , effetti veramente molto pesanti nelle persone fragili».
Poco dopo, il virologo ha esternato i suoi timori, dicendosi preoccupato dalla situazione che potrebbe verificarsi anche in Italia, se i casi dovessero salire, considerando che «le vaccinazioni in genere e soprattutto quella anti-Covid non hanno avuto grandi adesioni. Questo è sicuramente un errore ed è un effetto della campagna diffamatoria sui vaccini che ancora continua in tante parti del mondo».
Pregliasco punta il dito contro le fake news sui vaccini anti-Covid (e non solo) che non si sono mai fermate, dicendo: «Non a caso negli Usa, il responsabile della Sanità Robert F. «Kennedy Jr. ha detto anche recentemente delle sciocchezze, togliendo i finanziamenti al vaccino combinato Covid-influenza di Moderna, sostenendo che gli studi non avevano prodotto dati di riduzione della patologia clinica, ma solo dati di risposta immunologica». Così facendo, alimentando la sfiducia nei vaccini, si formano sacche di persone suscettibili al Covid, in quanto anche chi si infetta e guarisce nell’arco di 4-5-6 mesi perde la protezione.