In tempi di crisi, c’è chi deposita sul conto corrente quello che riesce, con fatica e miracolosamente, a risparmiare. Sappiamo tutti che chi ha un saldo medio annuale sul conto inferiore a 5 mila euro non deve pagare l’imposta di bollo.
Coloro che, invece, hanno una giacenza media superiore a 5 mila euro sul conto, devono assolutamente pagare l’imposta di bollo che ammonta a 34,20 euro all’anno per le persone fisiche, mentre le persone giuridiche invece, è quantificata in 100 euro all’anno.
Se si hanno più rapporti di conto corrente o libretti di risparmio intestati ad uno stesso soggetto, l’imposta va applicata con riferimento a ciascun rapporto. Ma come si può pagare l’imposta di bollo? E’ la banca che prende direttamente la somma dovuta dal conto corrente del soggetto che gliela deve, decurtandoli 8,55 euro ogni trimestre.
Va precisato che esistono conti correnti bancari in cui è la banca che si preoccupa di saldare l’imposta di bollo, senza che venga intaccato ciò che, con fatica, il suo cliente ha messo da parte sul suo conto corrente. L’alternativa soft per non pagare l’imposta, consiste nell’apertura di un conto corrente a zero spese, su cui trasferire una parte del proprio patrimonio.
In alternativa, si può investire la parte del patrimonio che supera i 5 mila euro. Chi ha un ISEE inferiore ai 7.500 euro è esentato dal dover pagare l’imposta di bollo, così come sono esentati i titolari del cosiddetto Conto Base, ovvero il conto corrente gratuito riservato a chi ha un ISEE annuo in corso di validità inferiore agli 11.600 euro (18.000 euro per i pensionati). Sono esenti dall’imposta di bollo anche i soggetti giuridici con conti aperti con gli enti gestori e i Confidi. Violare la legge comporta gravissime sanzioni, per questo è doveroso osservare dettagliatamente la nuova normativa se non si vuol andare incontro a conseguente pesanti a seguito di controlli da parte dell’Agenzia delle entrate.