La moglie e la figlia di Bruce Willis raccontano i primi sintomi che hanno colpito l’attore (2 / 2)

Bruce Willis è una delle più grandi star di Hollywood e la sua storia ha inizio da una grave forma di balbuzie,  per la quale il suo insegnante  gli consigliò la recitazione.  Nel 2022 si è ritirato dalla scene, che lo hanno consacrato al grande pubblico, a causa dell’afasia.

Nel 2023, si è poi scoperto che l’afasia era l’anticamera di un’altra patologia ben più grave, la demenza frontotemporale, una patologia neurodegenerativa che colpisce circa 12mila persone al mondo ogni anno.  La moglie Emma Heming Willis e la figlia Tallulah Willis, avuta dalla relazione con Demi Moore, in una lunga  rivista al  Town & Country, hanno parlato di come la patologia si è evoluta.

La famiglia ha notato un cambiamento del linguaggio, pensando che a Bruce fosse ritornata la balbuzie. Eppure questo sintomo in apparenza innocuo, celava una forma di demenza che ha colpito l’attore, ancora troppo giovane rispetto a chi, in genere, ne è colpito.

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Emma Heming,  ha dovuto prendere coraggio per tenere le redini della sua famiglia, occuparsi dei figli ma anche della sua campana di sensibilizzazione, volta a stimolare la ricerca su una patologia che, al momento, non ha cure.   Anche Tallulah, figlia di Bruce Willis, ha fornito alla stampa il racconto dei primi campanelli d’allarme, dicendo: «Tutto è iniziato con una specie di vaga mancanza di reattività che la famiglia ha attribuito alla perdita dell’udito dovuta al lavoro a Hollywood: “Alza la voce! Die Hard ha rovinato le orecchie di papà”.

La mancanza di reattività si è ampliata e Tallulah ha travisato questo sintomo, ritenendo che il padre fosse ormai poco interessato a lei, sino a comprendere quanto, quel sintomo, fosse il segnale di una patologia gravissima. Un racconto inedito, quello che la moglie e la figlia hanno restituito di Bruce Willis, che ci fa capire quanto anche dei sintomi in apparenza banali, possano sottendere qualcosa di davvero complesso.