La confessione di Filippo agli agenti nella casa circondariale (2 / 2)

Nessuno mai avrebbe voluto sentire un simile epilogo, eppure la scomparsa dei due ex fidanzati 22enni Filippo Turetta e Giulia Cecchettin, si è conclusa in modo straziante, dal momento che a Giulia è stata tolta la vita, mentre Turetta si trova in cella. Un duro colpo per i genitori di entrambi che, seppur in modo diverso, sono accomunati da un incubo ad occhi aperti, quello di una figlia che non c’è più e di un figlio dietro le sbarre. Dopo l’estradizione, ieri, nella casa circondariale Montorio, si è avuto l’ interrogatorio di garanzia.

Il 22enne che, ricordiamo, è stato fermato in Germania, dovrà rispondere delle accuse di omicidio volontario aggravato e sequestro di persona. Ha reso dichiarazioni spontanee, Turetta, confessando quanto aveva già detto alla polizia tedesca al momento del fermo, ossia di aver tolto la vita alla ex fidanzata. Si è detto pentito, è affranto, dispiaciuto per quello che ha causato, sebbene non voglia sottrarsi alla giustizia, pagando quello che i giudici riterranno opportuno per aver commesso il femminicidio di Giulia.

Turetta, con le dichiarazioni spontanee rese ieri, in sede di interrogatorio di garanzia, ha reso valide le sue parole per la giustizia italiana. L’imputato ha rilasciato dichiarazioni spontanee alla presenza della gip Benedetta Vitolo, aggiungendo che sta tentando di ricostruire mentalmente quello che gli è scattato la sera dell’11 novembre, l’ultimo giorno di vita della povera studentessa. Le sue parole sono davvero raggelanti, in quanto nell’ammissione di quanto da lui commesso, c’è la cruda realtà di aver tolto la vita a colei che è stata la sua ragazza sino ad agosto.

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Ha dichiarato che, sin da subito, era sua intenzione consegnarsi e farsi arrestare, per poi chiosare: “Ora sono molto stanco e non mi sento di aggiungere altro”. Al momento l’avvocato Giovanni Caruso, che difende Turetta, non ha presentato nessuna richiesta, mentre il legale Nicodemo Gentile, ha parlato a nome della famiglia Cecchettin.

Parole, quelle di Gentile, da cui si evince la determinazione nel non far passare per raptus quanto commesso dal Turetta ma come un femminicidio premeditato con l’aggravante dello stalking.  Intanto i prossimi giorni saranno molto importanti, dal momento che verrà effettuata l’autopsia sul corpo di Giulia e poi i suoi funerali.