Tra le novità più importanti introdotte dalla nuova manovra finanziaria spicca l’assegno di inclusione, che corrisponde sostanzialmente al vecchio Reddito di Cittadinanza targato Movimento 5 stelle.
Attualmente, ci riferiamo ad un sussidio completamente rivisto rispetto al precedente RdC, che a partire dal 2024 è stato sostituito da due nuove misure: il “Supporto per la formazione e il lavoro” e il “Reddito di inclusione“. Quest’ultimo è destinato ai nuclei familiari con membri considerati “fragili”, inclusi coloro con disabilità, minori, individui di almeno 60 anni di età, nonché coloro in condizioni svantaggiate e inseriti in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari locali, certificati dalla pubblica amministrazione.
Dal punto di vista reddituale, il valore Isee del nucleo familiare non deve eccedere i 9.360 euro, mentre il reddito vero e proprio non deve superare la soglia dei 6 mila euro. Inoltre, il richiedente deve essere residente in Italia da almeno 5 anni, di cui gli ultimi due anni in modo continuativo ed essere in possesso del diritto di soggiorno permanente.
Coloro che hanno presentato domanda entro il 31 gennaio, avranno già ricevuto la prima mensilità tra il 27 gennaio e il 15 febbraio. Cosa succederà invece il 27 febbraio? Chi si è visto respingere la domanda potrà, a partire da quel giorno, ripresentarla nuovamente nell’apposita sezione del sito dell’Inps e sperare che questa volta sia approvata.
Inoltre, in quella stessa giornata sarà erogata la mensilità di febbraio agli aventi diritto. Sinora sono quasi 300mila i nuclei famigliari per il quali è stato accertato il possesso dei requisiti e che hanno già ricevuto la prima mensilità.