L’ Italia si ferma, arriva lo Stop: la decisione ufficiale (2 / 2)

Lo sciopero è un diritto dei lavoratori, un modo per manifestare apertamente il loro malcontento, sperando che le cose cambino in positivo e molto rapidamente. In vista dello sciopero generale dei trasporti, proclamato da alcune sigle sindacali per il 17 novembre, è intervento direttamente Matteo Salvini.

Lo ha fatto direttamente con un forte post sui social, scrivendo: “Questo è un governo politico che si prende la responsabilità di fare scelte politiche: scioperare per 4 ore è legittimo, ma questo diritto non può fermare il Paese per 24 ore. Se i sindacati aderiranno alle richieste della Commissione di garanzia bene, altrimenti siamo pronti ad intervenire con lo strumento della precettazione”.

Il Mit, come specificato da fanpage.it, all’interno di una nota, proprio in merito allo sciopero dei trasporti del 17 novembre, dunque imminente, sottolinea fervidamente che la mobilitazione non potrà paralizzare il settore trasporti per l’intera giornata, in quanto il diritto alla mobilità non può essere cancellato.

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Lo sciopero è previsto per venerdì, dunque è imminente, peraltro proprio nel giorno che precede il weekend. Pensiamo ad esempio, a milioni di italiani che non potranno raggiungere la loro famiglia, dalla quale si sono spostati per ragioni di studio o di lavoro. Pensiamo al disagio arrecato a tutta questa gente , proprio nel fine settimana. Il vicepremier e ministro Matteo Salvini, pur augurandosi che le cose possano essere risolte con una soluzione sensata, ribadisce la determinazione affinché vengano limitati al massimo i disagi, pronto ad attuare tutti i provvedimenti del caso consentiti dalla legge.

Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha immediatamente controbattuto e lo ha fatto in maniera decisamente forte, dicendo che “non sono i ministri che decidono quante ore di sciopero si programmano e se si fanno o no, è diritto delle persone decidere se vogliono aderire o meno”,  spiegando che la limitazione dello sciopero a poche ore della giornata può esserci “solo quando, in concomitanza, con lo sciopero si verifichino eventi calamitosi o di concreto e grave pericolo per l’ordine pubblico”.