
Durante un’immersione profonda, cinque subacquei italiani hanno perso la vita, nel mare delle Maldive, in circostanze ancora oggetto di accertamento. Le autorità locali e i consolati hanno confermato l’accaduto, mentre le indagini si concentrano sulle possibili cause tecniche e ambientali.
Tra le ipotesi principali emerge quella di un problema legato alla miscela respiratoria contenuta nelle bombole. L’equipaggio dello yacht Duke of York, su cui erano imbarcati i cinque italiani deceduti, aveva a disposizione per le immersioni anche il Nitron, una miscela respiratoria formata da azoto e ossigeno, proprio come l’aria che respiriamo, che serve per le immersioni dei sub.
Il Nitrox contiene tra il 32% e il 36%, di ossigeno, rispetto al 21 per cento contenuto nell’aria “normale”, motivo per cui viene spesso chiamato anche Enriched Air Nitrox (EAN), «aria arricchita di ossigeno» La sua forza sta in un piccolo ma decisivo cambiamento: meno azoto nella miscela. E questo dettaglio, sott’acqua, fa la differenza. Il corpo del sub ne assorbe meno durante l’immersione, e il tempo sembra allungarsi: si può restare più a lungo nel blu oppure affrontare immersioni ripetute con margini di sicurezza più confortevoli. Molti subacquei raccontano anche una sensazione curiosa, quasi sottile: quella di tornare in superficie meno affaticati, come se il mare avesse chiesto meno in cambio. Anche se, su questo punto, la scienza non ha ancora messo tutti d’accordo.

Il Nitrox è impiegato soprattutto nelle immersioni ricreative a profondità contenute, ma richiede grande attenzione: se usato in modo scorretto può diventare pericoloso, soprattutto a causa della tossicità dell’ossigeno.Con l’aumentare della profondità, cresce anche la pressione dell’acqua e, di conseguenza, la pressione parziale dell’ossigeno nella miscela respirata. Quando questa supera certi limiti considerati generalmente sicuri — intorno a 1,4 ATA nelle immersioni ricreative — il rischio di tossicità neurologica aumenta in modo significativo.
I segnali possono essere vari e subdoli: nausea, vertigini, disturbi della vista, piccoli spasmi muscolari fino, nei casi più gravi, a convulsioni improvvise. In ambiente subacqueo, una crisi di questo tipo è estremamente critica, perché può rapidamente sfociare nell’annegamento.Per questo ogni miscela Nitrox è associata a una profondità massima operativa (MOD, Maximum Operating Depth) che non deve essere superata. Più alta è la percentuale di ossigeno nella bombola, più si riduce la profondità consentita.Le linee guida delle Maldive, ad esempio, indicano per le immersioni ricreative un limite di 30 metri, mentre il gruppo in questione si sarebbe spinto fino ad almeno 50 metri, andando oltre i parametri di sicurezza previsti.