
La risposta ai timori della popolazione è arrivata dai rilevamenti dell’INGV, che ha localizzato la precise coordinate del terremoto di magnitudo 4.1 e più.
La scossa, registrata con una magnitudo elevata, con epicentro in provincia di Pistoia: l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, in attesa di precisare la magnitudo, ha inizialmente stimato l’intensità fra 3.9 e 4.4 gradi della scala Richter per poi limarla a 4.1. La scossa è stata registrata dai sismografi dell’Ingv .
La scossa di terremoto è stata avvertita distintamente anche nelle province di Lucca, Massa –Carrara, Firenze, Prato, Bologna e oltre; testimonianze arrivano anche dalla Versilia e dalla riviera apuana una scossa molto profonda, con ipocentro a ben 52 chilometri di profondità. La scossa è stata sentita distintamente anche in Emilia, a Bologna, Modena e province. L’epicentro invece è stato individuato a 7 chilometri a nord di Pistoia, nelle vicinanze di Piteccio. I Vigili del Fuoco e la Protezione Civile hanno immediatamente avviato i protocolli di verifica su tutto il territorio coinvolto. Nonostante la grande paura che ha spinto molti cittadini a chiamare i soccorsi, i primi sopralluoghi a Marradi e nei comuni limitrofi non hanno evidenziato danni strutturali gravi o situazioni di emergenza vitale.

Il governatore Eugenio Giani ha confermato che la situazione è costantemente monitorata, sottolineando come la scossa sia stata avvertita con forza anche a Firenze e nei comuni della piana. Molte scuole, per precauzione, hanno attivato i piani di evacuazione, portando gli studenti all’esterno in attesa dei controlli tecnici previsti dalla legge.
Non si registrano persone coinvolte in azioni pericolose o feriti, ma resta alta l’attenzione per eventuali repliche sismiche. Le sale operative restano aperte per raccogliere ogni segnalazione, mentre la macchia sull’asfalto della routine quotidiana sembra lentamente riassorbirsi, lasciando spazio alla consapevolezza di aver superato un momento di grande criticità. Le verifiche continueranno nelle prossime ore, specialmente sugli edifici storici e le infrastrutture critiche del Mugello, per garantire che il segno lasciato da questo evento resti solo un brutto ricordo e non una ferita aperta nel tessuto urbano toscano.