Italia, papà uccide la figlia disabile con un cocktail letale di farmaci (1 di 2)

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La cronaca nera ieri ci ha restituito l’ennesimo caso di una tragedia immane, un omicidio-suicidio, verificatosi in Italia. Gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto ma ci sono molti dubbi che necessitano chiarimenti.

Non è un caso come quelli che ho trattato sinora, in quanto, dietro esso, si nasconde una profonda sofferenza, una profonda paura, che dovrebbe invitare le autorità e i legislatore a rivedere determinate norme, giudicate da molti insufficienti.

Si tratta di un anziano padre che deve reggere, da solo, il peso di una figlia disabile. Chi ha un familiare affetto da disabilità sa perfettamente quanto sia difficile fronteggiare tutto con le proprie forze.

Una miriade di problemi da dover affrontare nel quotidiano, in cui i caregivers si sentono abbandonati e, spesso, travolti dalla disperazione. Il pensiero va a quello che ne sarà delle persone di cui si prendono cura quando loro non ci saranno più.

Quanto accaduto ieri, fa riaffiorare una legge da molti dimenticata, la legge sul “dopo di noi”, entrata in vigore il 25 giugno 2016 per tutelare i diritti dei disabili gravi, rimasti privi del sostegno familiare, tramite un fondo pubblico di assistenza per i disabili in gravi condizioni di salute.