
L’ennesimo caso di cronaca nazionale che sta scuotendo la penisola si è consumato, ancora una volta, in una scuola e la notizia, in men che non si dica, ha fatto il giro dei siti d’informazione.
Uno studente di 14 anni è finito in un agguato nei bagni dell’istituto scolastico “Pontano delle Arti e dei Mestieri”, nel quartiere Scampia, a Napoli. A seguito delle prime indagini, i carabinieri hanno ricostruito la dinamica dell’evento. Il responsabile, un giovane di 17 anni, è stato identificato e rintracciato poco dopo l’accaduto, dopo aver attirato il 14enne con una scusa nel bagno della scuola, pare con un semplice “Vieni, ti devo parlare”.
Ha cominciato a far roteare un coltello mimando un affronto che poi avviene effettivamente. Il 14enne è stato colpito alla gamba e ora ne avrà per sette giorni.

Il contesto scolastico è rimasto profondamente scosso dall’evento. Non si è trattato però dell’unico caso: le autorità hanno segnalato anche un altro episodio simile a Ponticelli, dove un quindicenne è stato trovato in possesso di un oggetto contundente, confermando una preoccupante escalation di microcriminalità giovanile.
Le istituzioni si interrogano sulla sicurezza negli istituti. Il prefetto di Napoli ha già annunciato un monitoraggio serrato e nuove misure di prevenzione per arginare questa ondata di violenza tra minori che sembra non trovare sosta. Dopo il caso di Trescore Balneario, Bergamo, dello studente di 13 anni ha colpito la sua professoressa di francese, Chiara Mocchi, nei corridoi della scuola media “Leonardo Da Vinci” poco prima dell’inizio delle lezioni, e dopo quello di Civitavecchia, Roma, dove uno studente minorenne è stato fermato all’interno di un istituto scolastico poiché trovato in possesso di uno strumento a serramanico, questo nuovo caso ha scosso l’Italia nel profondo.