Italia, nuova doppia scossa di terremoto: si teme il peggio (2 / 2)

Due scosse di terremoto, di magnitudo 4.3 e 4.1, hanno fatto tremare ieri mattina la Romagna, con effetti distintamente avvertiti anche nella provincia di Cesena. L’evento, verificatosi intorno alle 9:30, ha provocato una diffusa ma contenuta apprensione, attivando immediatamente i protocolli di sicurezza negli istituti scolastici.

In diverse scuole del territorio, studenti, insegnanti e personale hanno evacuato gli edifici in modo ordinato, raggiungendo le aree esterne di raccolta. In alcuni casi le attività sono riprese dopo pochi minuti e una prima ispezione visiva; in altri, il rientro in aula è stato autorizzato solo dopo controlli tecnici più approfonditi, che hanno escluso criticità alle strutture.

Le verifiche sono proseguite per tutta la giornata. I vigili del fuoco del comando di Forlì-Cesena non hanno rilevato danni significativi a persone o edifici, pur gestendo numerose chiamate al 115, principalmente richieste di informazioni. Anche i tecnici della Provincia hanno condotto sopralluoghi precauzionali negli istituti superiori, confermando l’assenza di lesioni strutturali.

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In una nota, l’ente ha sottolineato come gli interventi di adeguamento sismico realizzati negli anni su molti plessi abbiano contribuito a mitigare gli effetti delle scosse. Le lezioni, regolarmente riprese ieri, proseguono oggi senza intoppi. Situazione tranquilla anche negli uffici pubblici: a Palazzo Albornoz, sede municipale di Cesena, non è stata disposta l’evacuazione, ma il personale ha seguito le procedure di autoprotezione. L’unico danno segnalato riguarda un lampione inclinatosi a San Vittore.

A sollevare polemiche, soprattutto sui social network, è stata invece la decisione dell’Agenzia delle Entrate di Cesena di restare chiusa al pubblico per l’intera giornata. Una scelta che molti cittadini hanno paragonato criticamente alla rapida ripresa delle attività in scuole e altri uffici, giudicandola eccessivamente prudente.