Italia in lutto, è morta dopo 3 giorni di agonia: il suo corpo non ha più retto (1 di 2)

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Ci sono notizie devastanti che arrivano come un fulmine a ciel sereno all’improvviso, lasciandoci sgomenti, increduli, senza parole. Il destino, a volte, è capace di distruggere, da un momento all’altro, le nostre vite.

E quando una persona cara scompare, resta il vuoto, lo strazio, quel senso di impotenza che, automaticamente, si innesca in coloro che sono assaliti dai sensi di colpa per non aver fatto abbastanza.

Peccato, però, che quell'”abbastanza” non è possibile dinnanzi ad una tragedia immane che piomba all’improvviso e che i “sensi di colpa” non sono dei familiari ma di qualcuno che avrebbe potuto evitare, osservando il Codice della Strada, una catastrofe.

Parlo dei cosiddetti pirati della strada che provocano un incidente, investono un pedone e, invece di fermarsi per prestare o chiedere soccorso, così come prescrive la legge, comunicando i dati della propria assicurazione, necessari al risarcimento, si danno alla fuga.

E la cosa ancora più terribile è che i pirati sono molto più numerosi di quanto si pensi, seminano vittime, principalmente perché sotto effetto di alcol, droga o entrambi, incuranti del fatto che qualcuno sia rimasto gravemente ferito o sia deceduto dopo il loro investimento; così come sono incuranti delle sanzioni di gran lunga maggiori cui vanno incontro per essere fuggiti.