Italia in lutto, uno dei più grandi di sempre: è deceduto Jodice (2 / 2)

Jodice ci ha lasciati. Vorremmo fosse una fake, di quelle che corrono veloci sul web ma nulla, è tutto maledettamente vero: ci ha lasciati, e i messaggi di cordoglio giungono da ogni angolo della penisola, tramite i social, in cui la triste notizia è arrivata all’improvviso.

Mimmo Jodice, tra il marmo antico e il clamore dei vicoli di Napoli,  aveva costruito il suo linguaggio unico, un vocabolario fatto di grigi profondi e geometrie inattese.Autodidatta, prima nella pittura e poi abbracciando la fotografia, era riuscito a rendere visibile il senso stesso del tempo, trasformando i ruderi in maestose apparizioni e i volti in storie mute.Un uomo che ha insegnato a guardare l’Italia attraverso l’obiettivo, cercando ovunque l’orma di un passato che non svanisce.

Ma il velo di normalità che avvolge ogni giornata, anche a Napoli, può strapparsi all’improvviso. A volte, il rumore più assordante è il contrario di un’esplosione: è il silenzio assoluto che subentra.È stato un momento di grande sospensione per tutto il mondo dell’arte e della cultura italiana, quello in cui la notizia ha iniziato a circolare, flebile e poi inevitabile.Adesso, l’obiettivo che ha inquadrato un’epoca intera si è chiuso per sempre, lasciando solo l’attesa: quella di un addio che la sua città non potrà non celebrare.

Dramma a Capodanno, bimbo di 3 anni perde la vita in casa Dramma a Capodanno, bimbo di 3 anni perde la vita in casa

Il vuoto improvviso lasciato dalla sua scomparsa è di quelli destinati a ridisegnare i confini della fotografia. Mimmo Jodice, il maestro indiscusso, non è più tra noi.L’artista, considerato all’unanimità uno dei più grandi fotografi italiani, lascia un’eredità visiva che spazia dal linguaggio formale del ritratto all’indagine del paesaggio metafisico. I suoi tag narrativi erano da sempre legati a concetti vasti, come la storia del Linguaggio e la sua intima esperienza in Italia.

La città che l’ha visto nascere e ha nutrito la sua arte ha già risposto all’onda emotiva. Per permettere a tutti l’ultimo saluto pubblico a colui che aveva definito l’anima eterna di Napoli, le istituzioni hanno organizzato una cerimonia solenne.La camera ardente sarà allestita a partire da giovedì in uno dei luoghi più simbolici della città, il suggestivo Maschio Angioino.Un addio in piena luce per l’uomo che più di ogni altro aveva saputo fermare l’ombra, trasformandola in arte pura. Il suo lavoro continuerà a esistere nelle collezioni e nella memoria, come un inchiostro indelebile sul negativo del tempo.Si chiude un capitolo fondamentale, ma le sue immagini restano un monito e un faro per le nuove generazioni. La sua visione, oggi più che mai, risuona potente.