Italia in lutto: migliaia i messaggi di cordoglio (2 / 2)

Dagli esordi come cantautore negli anni Settanta alla consacrazione televisiva con il Maurizio Costanzo Show e i programmi di Serena Dandini, la sua carriera è stata un inno alla libertà creativa. Celebre per le sue improvvisazioni in ottava rima e per il personaggio di Joao Mesquinho, Riondino ha saputo raccontare l’Italia con una lente d’ingrandimento ironica e mai banale.

La sua è stata un’emergenza vitale per la satira, un modo di fare critica sociale che non scadeva mai nell’insulto, ma che colpiva nel segno grazie alla precisione del linguaggio. Molti lo ricordano come il “poeta della risata”, colui che portava la musica colta e la letteratura di Boccaccio e Ariosto nelle case di milioni di italiani.

Il mondo della cultura piange la scomparsa di David Riondino, artista poliedrico e geniale, spentosi all’età di 73 anni. Nato a Firenze, Riondino è stato il simbolo di una generazione che ha saputo coniugare l’impegno civile con il divertimento puro.

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Il decesso è avvenuto a seguito di una breve ma implacabile malattia che lo aveva tenuto lontano dalle scene negli ultimi mesi. La notizia ha suscitato un’ondata di commozione unanime: da Roma a Milano, il mondo dello spettacolo si è stretto attorno alla famiglia. Colleghi storici come Paolo Rossi e Sabina Guzzanti lo hanno descritto come un maestro di stile, un uomo capace di ridere delle miserie umane con una grazia che oggi sembra introvabile.

La macchia sull’asfalto della nostra cultura, lasciata dalla sua dipartita, sarà difficile da colmare. David Riondino lascia un archivio sterminato di opere, tra dischi, libri e regie teatrali, che continueranno a testimoniare la sua visione del mondo: un luogo dove la bellezza e il sorriso devono sempre andare di pari passo. Le esequie si terranno in forma strettamente privata, come desiderato dall’artista, che ha sempre preferito la discrezione al clamore mediatico.