Italia in lutto, l’annuncio è appena arrivato: "Toni è deceduto" (2 / 2)

Fa rumore la notizia del suo decesso, così come forte è stata l’importanza della sua figura, iconica per gli appassionati e gli studiosi di filosofia, una delle branche più affascinanti e, al contempo, più misteriose, che trapassa i secoli, che  travalica forma e spazio.

Purtroppo si è spento uno dei più grandi filosofi del Novecento. Aveva 90 anni, Toni Negri, ed è deceduto a Parigi. Il triste annuncio è stato dato dalla moglie, la filosofa francese Judith Revel, per poi essere diramato a mezzo social. Grazie al potere della tecnologia, in breve tempo, la notizia è diventata di dominio pubblico, tra l’incredulità generale. La conferma è stata data anche da Oreste Scalzone, ex leader di Potere Operaio e punto di riferimento nella capitale francese dei fuorusciti italiani di quegli anni, mentre la figlia Anna, con un post su Instagram accompagnato da una foto che la ritrae con il padre, ha voluto ricordarlo in modo molto toccante.

A rendergli omaggio in tantissimi, dai suoi stessi colleghi, ai suoi studenti che hanno potuto usufruire dei suoi preziosi insegnamenti. Un personaggio di spicco, autorevole, che si è fatto sentire col potere della parola, dei suoi scritti, dei suoi saggi, di libri che rappresentano la nostra storia, non solo filosofica, dal momento che tale branca va a braccetto col contesto storico e politico nazionale.

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Classe 1933, padovano, come riportato da fanpage.it, è stato uno dei più importanti teorici della sinistra extraparlamentare e fondatore di Potere operaio e Autonomia proletaria. Nella sua longeva e proficua esistenza, non sono mancati i momenti bui, come quello che lo ha visto recluso in cella, con un’accusa gravissima: quella di aver preso parte ad atti terroristici e d’insurrezione armata.

In quel contesto ottenne l’assoluzione, per poi essere condannato a 12 anni di reclusione per associazione sovversiva e concorso morale nella rapina di Argelato. Fu eletto nel 1983 alla Camera dei deputati con il Partito Radicale, usufruendo dell’immunità per uscire dalla cella. Espatriato, per sua volontà in Francia, beneficiò della dottrina Mitterand. Toni ha insegnato all’Università di Parigi 8, la Sorbona, l’École Normale Supérieure e il Collegio Internazionale di Filosofia. Nel 1997 è ritornato in Italia, dove ha scontato una pena fino al 2003. Una vita movimentata, ma anche molto ricca, di successi, riconoscimenti, fama. La sua assenza,  avvenuta nella notte appena trascorsa,  si farà sentire fortemente nel mondo culturale del nostro Paese. Le nostre più sentite condoglianze.