Italia, dopo l’allarme sulla sanità arriva la decisione improvvisa e lascia tutti a bocca aperta (2 / 2)

Il finanziamento pubblico della nostra sanità nel 2024 è colpito gravemente dall’inflazione, è gravato dai costi dei rinnovi contrattuali dei medici L’inflazione sanitaria è anche di più alta di quella generale, e sono stati spesi 2,5 miliardi per rinnovare i contratti dei camici bianchi. La perdita è di 15,2 miliardi.

Si tratta di numeri perduti impressionanti, con scenari davvero raccapriccianti, in quanto la metà dei governatori  potrebbe andare incontro al commissariamento e si parla di taglio delle prestazioni e blocco delle assunzioni. Questo è esattamente il contrario di ciò che, in questo periodo storico ed economico, dovrebbe accadere perché vanno accorciate le liste di attesa interminabili e vanno recuperate milioni di prestazioni che sono saltate durante il Covid.

Dall’articolo de La Stampa apprendiamo che le nuove strutture sanitarie territoriali, le case e gli ospedali di comunità, sono finanziate dal Pnrr, solo per le mura e i macchinari, mentre è dal fondo sanitario, già di suo al collasso, che dovranno spuntare i costi per medici e infermieri. Proprio alla luce di tutto questo, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, chiederà a Giancarlo Giorgetti 3-4 miliardi aggiuntivi nella prossima manovra. Saranno le Regioni, a mettere quel che ancora manca..

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Eppure, in tutto questo trambusto, è spuntato, sul tavolo del Mef, una carta da giocare, riguardante l’istituzione di una tassa sul gioco d’azzardo per finanziare la sanità, supportata pienamente dal senatore di Fratelli d’Italia Franco Zaffini, presidente della commissione Sanità e Lavoro di Palazzo Madama.

Questa tassa, oltre a finanziare la sanità pubblica, garantirebbe anche una maggiore tracciabilità del gioco e dei giocatori, contrastando la piaga della ludopatia.  Ci sarà una grossa stangata con il rinnovo del contratto 2022-24, senza il quale i sindacati di categoria, compresi quelli del restante personale sanitario, promettono scioperi a rischio paralisi di Asl e ospedali. Il fondo sanitario non ce la può fare a pagare tutto questo, per cui dovrà essere rivisto. La situazione del sistema sanitario nazionale è davvero precaria, e il malcontento aumenta, con conseguenze che potrebbero essere davvero devastanti.