Italia, deflagra palazzina: decessi e feriti sotto le macerie (2 / 2)

L’allarme è scattato nel primo pomeriggio quando un boato ha squarciato il silenzio della zona residenziale. La deflagrazione, la cui origine è ancora in fase di accertamento, ha causato il parziale crollo della palazzina, lasciando cumuli di detriti e calcinacci.

Momenti di paura questo pomeriggio a Negrar di Valpolicella, in provincia di Verona, dove una violenta deflagrazione ha sventrato un edificio residenziale di tre piani. I soccorritori hanno lavorato senza sosta tra le macerie, riuscendo a estrarre vivi tutti e quattro gli occupanti rimasti coinvolti.

L’ intervento dei vigili del fuoco è stato immediato. Sul posto sono confluite diverse squadre, tra cui il nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale), i cinofili e i team specializzati USAR (Urban Search and Rescue), coordinati per setacciare le macerie alla ricerca di eventuali superstiti. Le operazioni di salvataggio si sono concluse con successo nel giro di poche ore. I primi a essere tratti in salvo sono stati tre residenti: due uomini e una donna.

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Fortunatamente, le loro condizioni non sono gravi e sono stati immediatamente trasportati all’ospedale di Borgo Trento a Verona per gli accertamenti del caso. L’attenzione dei soccorritori, però, era ancora concentrata su un ultimo disperso. L’uomo è stato individuato dai vigili del fuoco sotto una spessa coltre di macerie e, dopo un delicato intervento, è stato liberato e affidato alle cure del personale medico.

Anche per lui, nonostante la paura e lo spavento, le ferite riportate non sarebbero gravi. Una volta completata la bonifica e accertato che non vi fossero altre persone coinvolte, i soccorritori hanno confermato la fine dell’emergenza. Come misura precauzionale, due nuclei familiari residenti nelle abitazioni adiacenti sono stati evacuati per permettere le verifiche strutturali e mettere in sicurezza l’area. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco e al 118 con ambulanze ed elicottero, sono presenti le forze dell’ordine per i rilievi e la gestione della viabilità. Sebbene le indagini siano ancora in corso, l’ipotesi più accreditata al momento sembra essere quella legata ad una bombola di gas.