Italia, crolla il palco per il concerto: persone sotto le macerie (1 di 2)

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La musica ha ripreso i suoi live, dopo lo stop forzato, resosi necessario per via dell’emergenza pandemica. Ora per gli artisti è tornato il tempo di esibirsi dal vivo, sui palchi, nei palazzetti, nelle apposite aree aperte, per la gioia dei loro fan.

Il Covid ha stravolto le nostre vite ma una costante è stata la musica che ci ha tenuto compagnia tra le mura domestiche durante i lockdown, ci ha risollevato le giornate quasi omologate, in cui in tanti si sono riservati nella preparazione di manicaretti, tanto che il lievito di birra era sempre off.

Purtroppo i concerti, seppur in grado di darci quell’adrenalina, quella carica energetica, che per troppi mesi abbiamo represso, limitandoci a cantare a squarciagola in casa o sotto la doccia, rappresentano, a volte, dei pericoli e, nei casi peggiori, si trasformano in tragedie.

Pensiamo al crollo del palco al Palatrieste, dove era in programma il concerto di Jovanotti. Sono passati tanti anni da quel 2011 ma coloro che hanno una buona memoria ricorderanno che allora perse la vita un operaio di 20 anni, Francesco Pinna, che guadagnava 5 euro all’ora, oltre a 12 feriti.

In quel caso scattarono immediatamente 9 avvisi di garanzia. Ad Ancona, invece, crollò la balaustra di una passerella situata all’esterno discoteca Lanterna Azzurra, durante il concerto del rapper Sfera Ebbasta,  pare per la pressione della folla in fuga dal locale, travolta dal panico per un forte odore di ammoniaca o di una dispersione di sostanza irritante. Anche allora il bilancio fu drammatico: 6 morti e un centinaio di feriti, molti in codice rosso. E la lista potrebbe continuare.