Italia, bimba 13 enne violentata ripetutamente dal padre: le sue condizioni (1 di 2)

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I carnefici, gli aguzzini, gli stupratori, hanno spesso i volti di un padre, di uno zio, di un parente. E’ la triste, spietata realtà; quella che non vorremmo vedere ma che, purtroppo, accade.

Sono scenari dell’orrore, quelli dinnanzi ai quali gli inquirenti si trovano a dover indagare: le vittime hanno gli occhi impauriti dei minori, mentre coloro che li hanno ridotti in quello stato sono i genitori o i familiari stretti.

E’ questo che avviene tra le mura domestiche di molte famiglie. Si tratta di fatti orribili che vengono taciuti da chi, magari, sa, per omertà. Quest’ultima, lungi dall’essere una parola da relegare ad un dizionario, è sempre più imperante, nella nostra società.

Poi esiste la paura di subire ritorsioni, vendette. E si preferisce evitare di parlare, osservare il silenzio, non sporgere denuncia. Intanto la strage continua.

Le vittime, lasciate in balia del loro destino, non hanno spesso la forza né gli strumenti di reagire, così i loro carnefici si arrogano il diritto di poterli ulteriormente distruggere.