Italia, bare precipitate in mare: lo scempio sulle salme (1 di 2)

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A volte ci capita di imbatterci in storie dell’orrore, dai tratti forti, decisamente macabri, in cui non c’è rispetto neppure per i morti; di chi se n’è andato troppo presto, di chi ha lasciato i suoi cari all’improvviso.

C’è chi crede che, con la dipartita, un defunto smetta di soffrire e che possa finalmente vivere una dimensione di gioia, lontana dalla sofferenza, dal dolore del mondo.

In fin dei conti, siamo tutti di passaggio su questa terra e dobbiamo sempre avere in mente la caducità della vita terrena. Per chi ha fede, il corpo, contenuto in una bara, così come il luogo in cui è ubicato, rappresenta un modo per restare in contatto con il proprio caro scomparso.

Un modo per dire “ci sono, sono accanto a te”. Poi accadono cose che ci fanno rimanere sconvolti, basiti, letteralmente senza parole o solo con parole di rabbia, in quanto anche nei cimiteri i morti non possono riposare in pace.

Quanto accaduto al cimitero di Camogli, parte di riviera fatta più di roccia che di sabbia, ha suscitando un’ondata fortissima di polemiche tra gli utenti del web. Vediamo cosa è successo.