Italia, aprono la bara ma rimangono senza fiato: dentro c’era… (1 di 2)

Ascolta questo articolo

I cimiteri rappresentano un luogo in cui, in molti, si sentono più vicini ai loro cari. Depongono un fiore, pregano sulla loro tomba, confidano i loro problemi, piangono, condividono gioie.

Lo fanno, ovviamente, guardando l’immagine apposta sulla lapide, cercando un conforto, un consiglio; quello che svariate volte, quando erano in vita, hanno ricevuto.

Ci sono madri che piangono sulle tombe dei loro figli; figli che, pur avendo metabolizzato la dipartita dei loro genitori, non mancano di dedicar loro un piccolo gesto, non solo nelle occasioni di commemorazione dei defunti.

I cimiteri rappresentano un luogo in cui estraniarsi dalla frenesia quotidiana e ritrovare la pace, immersi nel silenzio che stimola la riflessione; un luogo in cui metter da parte la routine e affidarsi al ricordo.

E’ doloroso farlo ma, nello stesso tempo, è una cura dell’anima, devastata dalla perdita di un proprio caro. Eppure ci sono casi, di cui si fa fatica a parlare, al limite tra la realtà e il surreale.