Inps, l’annuncio poco fa: sarà fatto entro il 16 marzo 2026 (2 / 2)

Il dubbio che tormentava molti trova finalmente una risposta nelle disposizioni ufficiali, diramata dall’Inps, il nostro Istituto Nazionale di previdenza sociale.

La scadenza del 16 marzo 2026 riguarda l’invio telematico della Certificazione Unica all’Agenzia delle Entrate e la consegna del documento ai percipienti.Secondo quanto riportato dalle fonti, l’obbligo coinvolge non solo i lavoratori dipendenti ma introduce novità rilevanti per i lavoratori autonomi.

Per i titolari di partita IVA in regime forfettario o dei minimi, la scadenza per la trasmissione dei dati necessari alla dichiarazione precompilata resta fissata a metà marzo, evitando lo slittamento a fine ottobre previsto per altre categorie.L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il mancato rispetto dei termini o l’invio di dati errati comporta sanzioni severe.

Funerali Bonaccorti: tra i presenti c’era anche lei Funerali Bonaccorti: tra i presenti c’era anche lei

Nello specifico, per ogni certificazione omessa, tardiva o errata, è prevista, a detta dell’Inps, una multa di 100 euro, con un tetto massimo che può raggiungere i 50.000 euro per sostituto d’imposta.Esiste tuttavia una piccola ancora di salvezza: non sono previste punizioni se la correzione dei dati avviene entro cinque giorni dalla scadenza del 16 marzo.

I contribuenti possono verificare la propria posizione accedendo al Cassetto Fiscale tramite SPID, CIE o CNS, dove l’INPS e i datori di lavoro caricano progressivamente i modelli elaborati.In questo scenario di rigore normativo, la Certificazione Unica 2026 si conferma come il pilastro fondamentale per la successiva presentazione del Modello 730, rendendo la puntualità di questi giorni un requisito vitale per evitare futuri contenziosi con il fisco.