
Il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, ha fornito i dettagli concreti di quella che viene chiamata Influenza K. Si tratta di una variante del virus che sta dimostrando una capacità di diffusione straordinaria, guadagnandosi l’appellativo di “super flu” proprio per la sua natura aggressiva.
L’esperto spiega che ci troviamo di fronte a un mix esplosivo generato dalla coesistenza di due ceppi virali dominanti, l’H1N1 e l’H3N2. Questa sovrapposizione sta creando una pressione enorme sugli ospedali, ma il vero punto critico individuato da Bassetti riguarda la particolare resistenza della variante K.
Le ragioni dell’inarrestabilità di questo virus sono principalmente due: la sua capacità di resistere ai vaccini attuali e la facilità con cui riesce a superare l’immunità naturale acquisita in precedenza dalla popolazione. Questo significa che anche chi è vaccinato o ha già contratto l’influenza in passato potrebbe non essere pienamente protetto.

I dati riportati dalla testata Adnkronos sottolineano che il peggio dell’ondata epidemica deve ancora arrivare, con una previsione di crescita dei contagi nelle prossime settimane. La situazione richiede quindi un monitoraggio costante da parte delle istituzioni sanitarie per gestire l’impatto sui reparti di terapia intensiva e di pronto soccorso.
In questo contesto di emergenza, l’analisi di Bassetti serve come richiamo alla prudenza e alla consapevolezza che le dinamiche virali possono evolvere in modi inaspettati, rendendo necessarie strategie di difesa sempre più aggiornate e tempestive.