Il Vip italiano trovato senza vita: “L’hanno decapitato” (1 di 2)

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Ci sono storie che non si vorrebbero mai raccontare, storie di richieste disperate di aiuto, di ascolto, che non vengono ascoltate, fino al tragico epilogo. Perché, come spesso accade nella cronaca nera, il rinvenimento di un corpo senza vita è preceduto da una serie di messaggi e richieste d’intervento da parte dei familiari dello scomparso.

Ogni caso è a sé. C’ è chi, dimenticato dal resto della società, vive una vita di stenti, di solitudine, sofferenza interiore, fino al punto di prendere la decisione più drastica, quella di compiere un gesto estremo, nel disperato tentativo di smettere di star male.

C’è chi, sentendosi minacciato da qualcuno, decide di aprirsi al dialogo con le persone più care, sperando di ricevere da loro il giusto supporto per superare le avversità, anche con l’aiuto delle forze dell’ordine.

C’è quell’ormai tristemente famoso “limbo degli scomparsi” , fatto di indagini, portate avanti spesso per anni, e di tormento da parte dei familiari che non si capacitano all’idea che quella persona non ci sia più, sperando di ritrovarla viva da qualche parte del mondo.

E ci sono le storie dell’orrore, quelle di corpi martoriati, fatti a pezzi, decapitati. Questa è la cronaca più cruda, da pur sempre cronaca nera, per cui abbiamo, noi giornalisti, il dovere di raccontarla.

C’è l’altra faccia dell’Italia, quella legata all’orrore di donne e uomini ritrovati mutilati, freddati a colpi di pistola, sciolti nell’acido. Di questi casi si fa fatica a parlare ma non siamo in un film di Dario Argento. Siamo pur sempre nella nostra amata Penisola.