I più attenti ricorderanno quel che avvenne il 3 giugno 1998. l’Intercity Express 884 “Wilhelm Conrad Röntgen”, partito da Monaco di Baviera e diretto ad Amburgo, deragliò in Bassa Sassonia, nei pressi del villaggio di Eschede. Un incidente impressionante, nel quale persero la vita 101 persone e 88 rimasero ferite. Ancora oggi, esso è considerato il peggior disastro ferroviario accaduto in Germania negli ultimi 50 anni e il più grave successo a un treno ad alta velocità.
Quel giorno, alle 10.30 , il treno si fermò a Hannover per ripartire verso nord. ma, a sei chilometri dal paese di Eschede, lungo la linea ferroviaria Lehrte-Cuxhaven, avvenne l’impensabile: la rottura del cerchione di una delle ruote del quarto vagone. Il cerchione, per l’esattezza, dopo essersi staccato, si conficcò nel fondo del vagone, Terzo e quarto vagone deragliarono, mentre le carrozze 6, 7, il vagone ristorante, quello di servizio e le carrozze 10, 11 e 12, si scontrarono violentemente con le macerie lasciate dai vagoni precedenti.
Ma quel che più di ogni cosa sorprese è che il macchinista non si accorse di nulla eppure c’era un inferno in corso. Solo quando notò lo spegnimento improvviso delle luci, credendo si trattasse di un guasto elettrico, il capostazione gli comunicò cosa era accaduto al treno da lui guidato. Era arrivato da solo, dal momento che il mezzo era deragliato. Diverse testate autorevoli ripresero immediatamente la notizia. Tra queste, il sito tedesco DW, che parlò di 2000 mezzi, tra ambulanze, vigili del fuoco e polizia, giunti in soccorso.
Ma quali furono le cause del deragliamento? Ad occuparsene fu il Fraunhofer Institut, ovvero “la Società Fraunhofer per lo sviluppo della ricerca applicata”, che affermò di aver avvertito Deutsche Bahn, la società ferroviaria di riferimento per quel treno, fin dal 1992, dell’esistenza di un problema alle ruote dei nuovi treni ad alta velocità.
Se in precedenza, le ruote erano formate da unico pezzo di metallo, e ritenute molto rumorose dai passeggeri, esse vennero sostituite da ruote composte da un anello di gomma tra il mozzo e il bordo esterno. Se il problema del rumore e delle vibrazioni che disturbavano i passeggeri, specie nelle lunghe tratte, venne risolto, i test sul nuovo modello di ruota a una velocità maggiore rispetto a quella di crociera, compresi quelli sulla sua resistenza, non vennero mai effettuati, sino al tragico epilogo.