Il sacerdote italiano arrestato per quel che ha fatto alla tredicenne Giada (2 / 2)

La parola omertà , in alcuni casi, viene bypassata affinché la giustizia e la verità vengano finalmente alla luce.   Ricordiamo tutti il caso di   don Marino Genova, l’ex sacerdote di Portocannone. Chi ha seguito la vicenda sin dalle prime battute, sa come si è conclusa in quanto per l’ex religioso, si sono aperte le porte dell’istituto penitenziario da ormai diverso tempo.

Don Marino Genova, difatti, è stato condannato   a quattro anni e dieci mesi di reclusione per violenza sessuale e abusi a danno dell’ex parrocchiana  Giada Vitale che, all’epoca  dei  fatti, aveva 13 anni. L’ex religioso è finito in manette in esecuzione della sentenza definitiva. La ragazzina, intervistata dai diversi telegiornali, quando venne emessa la sentenza nei confronti di don Marino, ossia di colui che ha abusato di lei, rilasciò delle dichiarazioni.

Dal momento che con l’arresto, si pose fine ad una delle pagine più buie della cronaca, in cui c’era di mezzo un religioso, macchiatosi di un reato davvero tremendo, Giada, ai microfoni dei giornalisti prima locali e poi, nazionali, disse:  “Non si è mai contenti quando una persona va in carcere,  non avevo desiderio di vendetta ma di giustizia”.

La ragazza ha aggiunto: “È stato un fatto talmente doloroso che ha devastato la mia esistenza al punto che nulla mi rende più felice. Ma è giusto cosi, che paghi per quanto ha fatto, ma ha sbagliato ancor di più chi nella diocesi e nella magistratura lo ha protetto“. L’uomo sta scontando la sua pena nell’istituto penitenziario di Rebibbia, dopo essere stato condannato anche dal Tribunale ecclesiastico.

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La condanna è in relazione agli abusi subiti da Giada nel 2009 , quando lei aveva solo 13 anni e, come molti altri bambini e ragazzini, si recava in chiesa per  prendere parte alla messa, alle funzioni religiose e per  suonare il piano durante le funzioni. Si parla di abusi reiterati per 4 anni,  anche se a  Don Marino Genova sono stati contestati solo gli abusi perpetrati fino al compimento del 14esimo anno di età di Giada.

Quel che fa orrore è che dal 14esimo anno in poi, Giada   è stata considerata ‘consenziente’ e si è ritenuto che i contatti avvenissero all’interno di una relazione. Il caso è talmente forte da aver mobilitato il mondo della politica. Tra i tanti che, all’epoca, si mossero, ci fu , l’onorevole Stefania Ascari  de Movimento Cinque Stelle.