Antonio Antonino, è il super testimone dell’accaduto E’ di Bologna, ha lavorato per anni in ambito sanitario, anche all’obitorio. E’ stato lui il primo e all’inizio l’unico ad avvicinarsi al corpo della povera insegnante investita dalla ruspa, ragion per cui la sua testimonianza è fondamentale per ricostruire l’accaduto. Questo il suo racconto: “Camminavo sul bagnasciuga, come faccio ogni giorno, da due mesi. Stavo tornando verso il campeggio, in direzione di Cesenatico. Era una mattinata ventosa, sulla spiaggia poca gente: qualcuno sdraiato al sole, qualcuno riparato vicino ai bagni, altri a passeggio. Io avevo scelto di camminare vicino all’acqua, perché lì la sabbia è più battuta e con i bastoncini si va meglio. Poi, all’improvviso, la tragedia”.
Antonino ha visto la ruspa che andava in retromarcia, con la lama abbassata, lungo la direzione Cesenatico–Milano Marittima. In quel momento, Elisa Spadavecchia, che stava camminando, ma in direzione opposta, verso Cervia , si è fermata in acqua, non si sa per quale motivo, forse per guardare il mare, per cercare una conchiglia, piegandosi un attimo e rialzandosi.
Mentre era in piedi, la ruspa, sterzando, in retromarcia. l’ha presa in pieno, sotto gli occhi del testimone che, se fosse stato più vicino, avrebbe fatto la stessa fine dell’insegnante in pensione.
Sulla sabbia c’è ancora la striscia della lama che pareggiava, la curva della manovra. Antonino ha aggiunto: “Non aveva visto né lei né me. E non ho sentito alcun segnale acustico, che di solito c’è. Lo sento sempre, ma ieri no. Il mezzo è arrivato alle sue spalle, e l’ha schiacciata col cingolo nella sabbia. Non ha avuto scampo”.
Antonino è stato il primo a raggiugere il corpo martoriato, in costume, della donna. Il bagnino ha allertato i soccorsi, mentre il ruspista si è messo le mani nei capelli, si è buttato a terra, si è disperato, rotolandosi nella sabbia, poi si è rialzato, è risalito sul mezzo e se n’è andato, mentre lui continuava a dirgli: “Lascialo lì il mezzo!”, chiosando: “Niente, forse non mi ha sentito, fatto sta che è andato a parcheggiare lontano”.