Il papà confessa: “Quella sera a cena abbiamo mangiato le…” (2 / 2)

Una nuova fase delle indagini ha portato a risultati inaspettati. Quello che inizialmente era stato considerato un caso di intossicazione alimentare è stato progressivamente escluso, aprendo scenari ben più inquietanti.

Gli esami tossicologici hanno rivelato la presenza di una sostanza altamente pericolosa: la ricina, un veleno potentissimo anche in dosi minime. Questo elemento ha cambiato completamente la prospettiva degli inquirenti.

La scoperta ha portato all’apertura di un’indagine per duplice delitto  premeditato.  Madre e figlia, si erano sentite male nella loro abitazione pochi giorni dopo Natale, senza che inizialmente si sospettasse un avvelenamento. Solo con il tempo e gli approfondimenti scientifici è emersa la verità.

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A rompere il silenzio è stato Gianni  Di Vita, padre di Sara e marito di Antonella, commercialista ed ex sindaco Pd di Pietracatella, il paese dove vive la famiglia, che ha ricordato il menù di quella sera. A cena, a tavola c’èerano cozze e giardiniera di verdure, ha dichiarato l’uomo.

Allo stato attuale,  sono in corso ulteriori accertamenti scientifici per comprendere con precisione tempi e modalità dell’avvelenamento. La relazione definitiva degli esperti sarà fondamentale per chiarire molti aspetti ancora oscuri. Il caso resta quindi aperto, sospeso tra indizi e verità ancora da accertare. Una vicenda che ha scosso profondamente un’intera comunità e che continua a tenere tutti con il fiato sospeso, in attesa di una risposta definitiva.