
Una nuova fase delle indagini ha portato a risultati inaspettati. Quello che inizialmente era stato considerato un caso di intossicazione alimentare è stato progressivamente escluso, aprendo scenari ben più inquietanti.
Gli esami tossicologici hanno rivelato la presenza di una sostanza altamente pericolosa: la ricina, un veleno potentissimo anche in dosi minime. Questo elemento ha cambiato completamente la prospettiva degli inquirenti.
La scoperta ha portato all’apertura di un’indagine per duplice delitto premeditato. Madre e figlia, si erano sentite male nella loro abitazione pochi giorni dopo Natale, senza che inizialmente si sospettasse un avvelenamento. Solo con il tempo e gli approfondimenti scientifici è emersa la verità.

A rompere il silenzio è stato Gianni Di Vita, padre di Sara e marito di Antonella, commercialista ed ex sindaco Pd di Pietracatella, il paese dove vive la famiglia, che ha ricordato il menù di quella sera. A cena, a tavola c’èerano cozze e giardiniera di verdure, ha dichiarato l’uomo.
Allo stato attuale, sono in corso ulteriori accertamenti scientifici per comprendere con precisione tempi e modalità dell’avvelenamento. La relazione definitiva degli esperti sarà fondamentale per chiarire molti aspetti ancora oscuri. Il caso resta quindi aperto, sospeso tra indizi e verità ancora da accertare. Una vicenda che ha scosso profondamente un’intera comunità e che continua a tenere tutti con il fiato sospeso, in attesa di una risposta definitiva.