
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire ogni dettaglio della vicenda che ha portato all’arresto di un 23enne, accusato di abusi su una bambina che frequentava abitualmente la sua casa. La piccola, amica dei figli dell’uomo, avrebbe confidato alla madre che il padre dei suoi compagni di gioco si era reso protagonista di “comportamenti strani” nei suoi confronti.
Una rivelazione che ha immediatamente allarmato la donna. In un primo momento la madre, convinta che potesse trattarsi di un malinteso, ha deciso di affrontare direttamente il giovane per ottenere chiarimenti. L’uomo ha negato ogni addebito, ma le spiegazioni fornite non l’hanno rassicurata. Di fronte al persistente disagio della figlia e ai dubbi rimasti irrisolti, la donna ha scelto di rivolgersi ai medici, accompagnando la bambina al pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.
Lì è stato attivato il cosiddetto protocollo rosa, una procedura dedicata ai minori potenzialmente vittime di violenza. Il personale sanitario ha garantito assistenza psicologica e medica a madre e figlia, e ha avviato gli accertamenti necessari per verificare le dichiarazioni della bambina. I primi prelievi e le analisi preliminari, effettuati all’interno della struttura specializzata, hanno permesso di raccogliere elementi considerati fondamentali dagli inquirenti.

Parallelamente, la squadra mobile ha organizzato un’audizione “protetta”, svolta con l’aiuto di psicologi esperti in età evolutiva per garantire alla piccola le migliori condizioni emotive durante la deposizione. In questa fase gli investigatori hanno acquisito le informazioni ritenute utili e repertato alcuni indumenti della bambina.
Proprio su questi vestiti, secondo quanto trapelato, sarebbero state individuate tracce di DNA riconducibili al 23enne. Gli elementi raccolti – dalle dichiarazioni della minore agli esiti scientifici forniti dal Meyer – sono stati trasmessi alla Procura, che ha chiesto al giudice per le indagini preliminari l’applicazione di una misura cautelare. Il gip del tribunale di Pisa ha quindi disposto la custodia cautelare nel penitenziario, ritenendo sussistenti gravi indizi a carico del giovane, ora indagato per presunti abusi su minore. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e verificare se esistano episodi analoghi non ancora emersi.