Claudio Amendola, attore, conduttore televisivo, regista e sceneggiatore romano, non ha certo bisogno di presentazioni. Tantissime le pellicole che lo hanno visto protagonista, sebbene il suo nome sia da un sacco di anni associato a I Cesaroni. Amatissimo dai telespettatori, si è raccontato in una lunga quanto interessante intervista rilasciata a Il Messaggero.
Un’intervista in cui ha volutamente bypassato la domanda sulla sua vita sentimentale, sebbene, dopo la fine del matrimonio con Francesca Neri, sembra far coppia con una costumista che si chiamerebbe Giorgia. Non è questo, però, ad aver catturato l’attenzione dei lettori, quanto, piuttosto, la confessione relativa ai suoi guadagni.
Senza giri di parole, Amendola ha ammesso di aver guadagnato in modo molto importante in una sola stagione, seppur abbia poi dovuto lasciare allo Stato più della metà del compenso ricavato in tasse. Se televisivamente parlando, lo vedremo impegnato in Io canto Generation, gli argomenti compensi e Roma attirano maggiormente. : ”
L’attore non aveva fatto meraviglia nel dire che rappresentava uno dei più grandi contribuenti della Capitale ma quanto guadagna e quanto deve corrispondere in tasse? Lo ha rivelato: “Se in un anno ho guadagnato tre miliardi, più della metà li ho versati felicemente in tasse”, per poi aggiungere: “Quello che volevo dire è che io guadagno e pago tutto a mio nome. Tanta gente molto più ricca di me lavora facendo intestare a tante società. E così a volte mi è sembrato strano e “simpatico” pagare più tasse di certa gente che viaggia su altri livelli”.
Amendola, nel corso dell’intervista a Il Messaggero” ha dichiarato di non voler più parlare delle falle dell’amministrazione romana, dal momento che ” è un tema vecchio che sembra non avere soluzione” per poi fare delle riflessioni in merito alle responsabilità di tutto ciò che non va a Roma, dicendo:” Oggi, però, bisogna dire che le responsabilità di tutto quello che non va in città sono sicuramente da dividere al cinquanta per cento con chi ci vive. Non ne posso più di sentire quelli che si lamentano del traffico mentre parcheggiano in doppia fila. Basta”.