Il diesel ha superato la benzina, c’è un motivo ben preciso (2 di 2)

Ascolta questo articolo

Nelle ultime settimane i prezzi di benzina e diesel continuano a crescere in modo davvero esorbitante. Se il prezzo della benzina è salito leggermente, dello 0,70, arrivando a 1,76 euro nella settimana che va dal 22 al 28 agosto, a preoccupare è il prezzo del diesel, che è aumentato del 3,69% rispetto alla settimana precedente, arrivando a quota 1,80 euro.

Ma come mai il diesel costa più della benzina? Gli esperti hanno cercato di chiarire i motivi principali di questa forte impennata. L’aumento del suo prezzo è legato sicuramente alla crisi energetica, che era già in atto prima dello scoppio delle atrocità, tutt’oggi in corso, tra Russia e Ucraina. Se dal 24 febbraio la situazione è peggiorata, già prima erano iniziati gli aumenti per via della minore disposizione di gasolio, in parte dovuto alla riduzione delle forniture dai Paesi del Medio Oriente oltre che dalla Russia, in parte la raffinazione europea, orientata per tradizione, più verso la produzione di benzina che di diesel.

A completare il quadro, la chiusura di molti impianti sia in Europa che negli Usa. Il forte aumento del diesel va a colpire davvero tanti settori, in quanto, a differenza della benzina, impiegata soprattutto come carburante per i veicoli privati, a fare il pieno di quest’ultimo sono i tir, i cargo, i mezzi di trasporto pubblici, sia circolanti in città, che extraurbani, oltre alle industrie, che lo impiegano per i generatori volti alla produzione di energia.

Nelle ultime ore, il taglio delle accise sui carburanti ha ricevuto una proroga sino al 5 ottobre, con la firma del decreto ministeriale che prolunga soltanto di 15 giorni lo scoto di 30 centesimi al litro rispetto al provvedimento precedente. Massimo Dona, presidente dell’Unc (Unione nazionale dei consumatori) ha fatto notare ch  “il gasolio torna sopra al livello precedente all’invasione dell’Ucraina nonostante il taglio di 30,5 centesimi del governo”. Rispetto alla settimana precedente, in termini semplicistici, “un pieno di benzina da 50 litri costa 61 centesimi in più, mentre per il gasolio la bastonata è da 3 euro e 21 centesimi”.

L’Unc ha sottolineato che” l’andamento non dipende solo dal prezzo all’ingrosso del barile che, per quanto in salita, non giustifica certo un rincaro così consistente alla pompa, ma dalla volontà di sfruttare ogni situazione per fare lauti profitti, approfittando della scarsa concorrenza nel settore”. Così facendo, lo scenario diventa sempre più drammatico per gli italiani e le proteste sempre più in aumento.

Scopri altre storie curiose