Il corpo senza vita nel parco è della ragazza scomparsa (2 / 2)

I resti di un corpo umano sono stati rinvenuti, sabato, scorso a Roma, al Pigneto, in un parco in via Ettore Fierasmosca 114 e potrebbero essere risolutivi di quello che, nella cronaca, è stato ribattezzato “il giallo del Pigneto”. La procura di Ancona ha contattato le autorità giudiziarie di Roma per avere aggiornamenti e capire se si tratta di Andreea Rabciuc, la 28enne romena di cui  si sono perse le tracce il 12 marzo 2022 nelle campagne di Montecarotto, in provincia di Ancona, dopo un litigio con il fidanzato.

Stando alla ricostruzione, Andreea, dopo una serata trascorsa nella roulotte, parcheggiata accanto ad un casolare inagibile, con Simone, suo fidanzato, e altri due amici, alle prime luci dell’alba del 12 marzo scorso avrebbe litigato con il partner che le avrebbe trattenuto il telefono e si sarebbe incamminata lungo la via Montecarottese per allontanarsi da sola.

A ritrovare lo scheletro, in un canale di scolo, è stato un escavatore, mentre puliva il terreno di proprietà di Ferrovie dello Stato. Il medico legale, che ha fatto una prima sommaria ricognizione sul cadavere, nell’immediatezza del ritrovamento, ha dichiarato che si tratterebbe di una donna, sui 30 anni, deceduta circa un anno fa. Lo scheletro aveva anche una collanina, brandelli di abiti e lo spallaccio di uno zainetto.

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L’unico indagato  a piede libero sulla scomparsa della ragazza, ad oggi, è il fidanzato Simone Gresti che è accusato di sequestro di persona e spaccio di sostanze stupefacenti.  Del caso si occupò Chi l’ha visto? e, in particolare, una segnalazione fece molto scalpore. Un telespettatore raccontò di aver visto la ragazza dal ciuffo blu, ferita e in condizioni serie.

Il 44enne Gresti, di Moie di Maiolati Spontini,  ha sempre negato di aver fatto del male alla fidanzata e  avere a che fare con la sua scomparsa. La salma è stata portata al Policlinico di di Tor Vergata per l’esame autoptico. Per via dell’avanzato stato di decomposizione e delle pessime condizioni dei resti, è necessario fare l’ analisi del Dna e dell’arcata dentale,  in modo da dare un’identità definitiva alla vittima. Potremmo essere vicini ad una svolta su questo caso. Presto, ulteriori aggiornamenti.