Il corpo della Vip trovato senza vita: è stato fatto a pezzi (1 di 2)

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Una delle piaghe che più sconvolgono e distruggono la nostra società è quella del femminicidio, un fenomeno che, purtroppo, continua la sua corsa, nonostante le campagne di sensibilizzazione e nonostante, sempre più donne, rivolgendosi ai numeri verdi, ai centri d’ascolto e alle forze dell’ordine, trovino il coraggio di denunciare.

Il dato emblematico, quello che spinge alla riflessione sulla complessità di questo tragico fenomeno è che, ad uccidere, sono, nella maggior parte dei casi, non sconosciuti, ma persone che le vittime hanno amato o amano, quindi compagni, mariti, ex fidanzati, parenti stretti.

Dalla violenza verbale a quella fisica, il passo , purtroppo è breve. Si inizia con insulti, minacce, cattiverie gratuite spesso in presenza di minori, per poi passare ai maltrattamenti, agli schiaffi, ai pugni, celati, ancora troppo spesso, dietro scuse che la vittima tende ad inventare o per proteggere la persona che ama o per paura che questa possa farle ancora più del male.

E se le mura domestiche potessero parlare, rivelerebbero tutto l’orrore che si consuma al loro interno, fino a tragici epiloghi, vere e proprie mattanze, accoltellamenti, annegamenti, soffocamenti, mutilazioni. Corpi martoriati, spesso fatti a pezzi nel vano tentativo di non risalire all’autore dell’efferato reato e alla vittima, magari anche per fa si che quella donna, ormai privata della vita, e della sua bellezza, non possa essere più di nessuno. Ed ecco che nella mente affiora una delle frasi più celebri di un carnefice: “O mia o di nessun’altro”.

La cronaca nera italiana è l’esempio lampante di come proprio degli insospettabili, coloro di cui quelle donne sono innamorate, diventano i loro assassini. Pensiamo a Melania Rea, Elena Ceste, o alla povera Roberta Ragusa. Ma al di fuori dell’Italia, c’è una notizia che ha inorridito il mondo intero.