
La risposta della natura non si è fatta attendere, manifestandosi con tutta la sua intensità attraverso l’allerta arancione diramata dalla Protezione Civile. Già dalle prime ore di questo giovedì 26 marzo, la regione è stata investita da raffiche che hanno sfiorato i 100 km/h, mettendo a dura prova la tenuta delle infrastrutture.
A Milano, l’amministrazione comunale ha risposto prontamente al pericolo ordinando la chiusura dei parchi pubblici e dei cimiteri, per evitare che il cedimento di alberi potesse colpire i passanti. I Vigili del Fuoco sono stati impegnati in decine di interventi nel capoluogo per rimuovere rami spezzati, mettere in sicurezza lamiere divelte e raddrizzare la segnaletica stradale abbattuta dalla forza del vento.La situazione più critica è stata registrata nella provincia di Varese, dove il Centro geofisico prealpino ha rilevato picchi estremi fino a 120 km/h nella zona del Campo dei Fiori.
In diverse località del Varesotto, come la Valcuvia e la Valtravaglia, la caduta di piante ha causato blocchi provvisori alla circolazione, richiedendo l’intervento immediato dei soccorritori per liberare le carreggiate.Anche nell’hinterland, tra Bollate e Saronno, il monitoraggio è rimasto costante a causa delle correnti favoniche che hanno continuato a sferzare il territorio.

Nonostante i numerosi danni materiali a strutture provvisorie e dehors, fortunatamente non si sono registrati feriti tra la popolazione, grazie anche al rispetto delle raccomandazioni istituzionali.
L’instabilità atmosferica, causata dal transito del fronte freddo, dovrebbe persistere fino alla serata di oggi, con una graduale attenuazione prevista solo nelle prime ore di domani. Resta massima l’attenzione per la possibile caduta di ulteriori elementi instabili, mentre la Lombardia inizia già a contare i danni di una giornata segnata da un meteo diventato improvvisamente burrascoso.